Vint Cerf contro i capi d'abbigliamento collegati a Internet

Vint Cerf

Al giorno d'oggi, ormai tutto è collegato a Internet. Ma dal CES 2013 arriva un campanello d'allarme, nientemeno che da Vint Cerf, uno che la rete negli anni '70 ha contribuito a crearla. Cosa riguarda? I vestiti connessi a Internet, ma soprattutto le possibili minacce per la privacy che una cosa del genere potrebbe portare con sé.

Cosa potrebbe succedere se i nostri vestiti avessero accesso a Internet? Secondo Cerf, niente più calzini persi perché potremmo ricevere sul nostro smartphone una cosa del tipo:

"Ciao, sono il calzino #124L, e sono sotto il divano nel soggiorno."

Ma al di là dei calzini finiti sotto i divani, l'impatto sulla privacy sarebbe molto più pericoloso. L'esempio citato da Cerf è quello di un marito che dice alla moglie di dover rimanere in ufficio fino a tardi, ricevendo come risposta:

"Interessante, perché la tua maglia sembra essere al bar."

Nonostante la sua avversione per i capi d'abbigliamento collegati a Internet, Cerf è un accanito sostenitore dell'accesso alla rete per altri oggetti che attualmente sono al di fuori di essa: frigoriferi che possono conoscere il loro contenuto regolando il proprio funzionamento di conseguenza, case in grado di raccogliere ed elaborare dati sui sistemi di ventilazione e riscaldamento e addirittura tavole da surf che permettono l'accesso a Internet in mare.

Pensate che ci sia un punto in cui si debba fermare l'accesso a Internet per le cose che abbiamo in casa? O preferireste avere un RFID perfino nelle mutande, in modo da non perdere i vostri gioielli?

Via | Cnet.com
Foto | Getty Images

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