Twitter, torna lo spam delle pillole dimagranti: ecco come difendersi


Lo spam delle pillole dimagranti torna a fare vittime illustri su Twitter. In principio, almeno nel nostro Paese, fu Lorenzo Jovanotti, il cui account cinguettante venne violato lo scorso aprile facendolo diventare per qualche ora testimonial involontario di fantomatici e miracolosi prodotti per perdere peso. Qualche ora fa è toccato ad Elisabetta Canalis, seguita su Twitter da oltre 450 mila persone.

Al pari di Jovanotti, l'account della bella Elisabetta è stato violato e per pochi istanti lo spam delle pillole dimagranti ha invaso la timeline di migliaia di utenti che seguono l'attività online dell'ex velina. E' bastato cancellare i messaggi incriminati e cambiare la password per far rientrare l'allarme e riportare la situazione alla normalità.

Questo curioso episodio ci dà lo spunto per fornirvi qualche suggerimento sulla protezione dei vostri account e come evitare situazioni come quella capitata ad Elisabetta Canalis. Il fenomeno dello spam non accenna a diminuire e al di là degli attacchi di hacker che bucano siti illustri accedendo così a password e dati di accesso di milioni di utenti - i casi di Dropbox e Twitter sono soltanto alcuni tra gli esempi più recenti - a volte sono proprio gli utenti a permettere il verificarsi di situazioni simili.

E' quasi superfluo sottolineare come l'utilizzo di una password forte sia senza dubbio un buon punto di partenza (qui qualche esempio da NON seguire). Alcuni servizi importanti come Gmail, Dropbox o Facebook, inoltre, mettono a disposizione ulteriori strumenti di difesa come l'autenticazione a due fattori. Per Facebook, ad esempio, vi basterà fornire un numero di cellulare ed abilitare l'invio di un sms con un codice ogni volta che verrà effettuato l'accesso da un nuovo dispositivo.

Purtroppo (o per fortuna, dipende dai casi) sempre più applicazioni richiedono l'accesso ai nostri account - quello di Facebook è senza dubbio il più gettonato - e spesso ci ritroviamo a permettere ad applicazioni di terze parti di pubblicare a nostro nome o comunque ad accedere ai nostri dati. Attirati da un nuovo gioco per smartphone o dal voler leggere una notizia curiosa, può capitare di concedere autorizzazioni senza controllare l'attendibilità dell'app ed ecco che situazioni come quella in cui si è trovata Elisabetta Canalis possono essere dietro l'angolo.

In quel caso, oltre al sempre valido cambio di password, non dovete far altro che verificare le impostazioni del social network - in Facebook e Twitter la voce da tenere sotto controllo è Applicazioni - e revocare l'accesso alle app ritenute sospette, escludendo di fatto i malintenzionati. A monte, però, è sempre bene fare attenzione a ciò che si fa online ed evitare di concedere autorizzazioni a destra e a manca. Il detto "prevenire è meglio che curare" è valido anche in questo caso.

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