Amazon e Alexa contro Statsaholic

I vertici di Amazon probabilmente soffrono di schizofrenia oppure le parole sono belle ma i fatti sono poi altra cosa.

Alexa, società di monitoraggio del web di proprietà di Amazon continua a minacciare Statsaholic, sito precedentemente conosciuto come Alexaholic, che permette di confrontare grazie ai dati di Alexa i dati di accesso a diversi siti internet tra di loro.

Tempo addietro da Alexa arrivavano grandi complimenti per il lavoro di Ron Hornbaker, come si può leggere sul blog di Alexa.
Poi proprio una prima richiesta di Alexa aveva determinato il cambio di nome del servizio: ma dopo questa prima richiesta plausibile, ora in pratica si dice che Statsaholic non può usare i dati di Alexa in quanto questi sono di loro proprietà.

Il blog di Alexa lancia diverse accuse a Hornbaker: di utilizzare ancora un redirect dal vecchio Alexaholic verso Statsaholic, ma soprattutto di utilizzare un sistema illegale per estrarre i dati dai grafici di Alexa.

"Instead of obtaining the traffic data for a fee using the API which Alexa offers, he has chosen to pirate proprietary Alexa data by taking Alexa traffic graphs without permission."

La cosa è abbastanza vergognosa per due motivi: il primo è che i dati di Alexa vengono raccolti tramite la loro toolbar dagli utenti che spontaneamente decidono di usarla, quindi i dati provengono dalla comunità degli utenti ed è già in piedi una petizione per rimuovere la toolbar e costringere Alexa e Amazon a far decadere la causa.
Il secondo motivo è il motto dei nuovi servizi di Amazon, "web as a platform", che promuove l'uso delle API dei vari servizi per creare qualcosa di nuovo ed usare il web come una piattaforma con tanti strumenti da integrare tra di loro.

E dire che c'eravamo divertiti tanto con Alexadex, qualche mese fa. Strano come in questa vicenda non si faccia mai menzione del widget di Netvibes che permette di ottenere alcuni dati similari a quelli di Statsaholic.
[via Mashable!]

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