Il futuro di Internet alla WCIT 2012: a che punto siamo?

wcit 2012 galleria

Prosegue a Dubai, rigorosamente a porte chiuse la World Conference on International Telecommunications (WCIT 2012), la conferenza organizzata dall'Unione internazionale delle telecomunicazioni (ITU) di cui ci siamo ampiamente occupati nei giorni scorsi. C'è in gioco il futuro di Internet e una sua possibile regolamentazione all'interno dell'International Telecommunication Regulations in vigore dal lontano 1988.

Le ultime notizie in arrivo da Dubai lasciano intendere che la riscrittura del trattato dovrà affrontare dure negoziazioni tra le delegazioni dei 193 paesi del Mondo coinvolti. Canada e Stati Uniti, riferisce Reuters, hanno avanzato una proposta per limitare le regole dell'ITU ai soli operatori delle telecomunicazioni, escludendo le grandi aziende che con Internet hanno costruito la propria fortuna, come Google o Facebook.

wcit 2012 galleria
wcit 2012 galleria
wcit 2012 galleria
wcit 2012 galleria

La proposta, il cui scopo è ancora quello di impedire gli sforzi dei singoli Paesi di ottenere maggiori poteri per controllare Internet, è stata appoggiata anche dall'Europa, ma non ha trovato il supporto degli altri Paesi - Russia e Medio Oriente in primis - e almeno per il momento è stata accantonata. Sarà nuovamente discussa, non è chiaro se con modifiche o meno, la settimana prossima.

Dal Center for Democracy & Technology arrivano notizie preoccupanti:

L'Unione internazionale delle telecomunicazioni ha silenziosamente appoggiato la standardizzazione di tecnologie che potrebbero dare ai governi e alle aziende l'abilità di spulciare tutto il traffico effettuato dagli utenti - comprese email, transazioni bancarie e chiamate - senza alcun adeguato rispetto della privacy. La mossa suggerisce che alcuni governi sperano in un Mondo in cui anche le comunicazioni criptate non siano al sicuro.

Il nuovo standard Y.2770, intitolato "Requirements for deep packet inspection in Next Generation Networks" vorrebbe definire degli standard internazionali per il deep packet inspection (DPI) in quella che potrebbe essere una mossa estremamente danno per la privacy dei cittadini. Questi ultimi, lo ricordiamo, non hanno alcuna voce in capitolo nella decisioni che verranno prese durante la World Conference on International Telecommunications e gli sforzi di Google, che tra le altre cose potrebbe essere costretto a pagare agli operatori delle telecomunicazioni una sorta di tassa per il traffico generato sulle reti di loro proprietà, sono atti a cambiare questa situazione.

Per far sentire la vostra voce, e provare ad evitare che siano soltanto i governi a decidere sul futuro di internet, non dovete far altro che collegarvi a questo indirizzo e firmare la petizione inserendo il vostro nome di battesimo o un più anonimo soprannome.

Via | CDT
Foto | Flickr

  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina: