I social media ci "inseguono" anche nei servizi igienici

Una ricerca del genere non poteva essere che americana: secondo gli studi NM Incite, il bagno è uno dei luoghi in cui i social network ci inseguono assiduamente.

Se vi siete mai trovati a fare una fila durante qualche evento noioso come una cena tra colleghi o familiari, chissà, magari la persona asserragliata nel gabinetto sta twittando selvaggiamente su quanto preferirebbe essere altrove. I più pesanti usufruitori dei social media hanno generalmente tra i 18 ed i 24 anni, ed il 32% di loro (almeno in America) non rinuncia certo ad usarli quando il richiamo della natura si fa sentire.

Alla fin fine c’è chi legge un libro o un giornale, aggiornare i propri status di Facebook non è così strano - E i social media vivono assieme alle persone, raggiungibili in qualsiasi momento dagli smartphone.

Abbiamo visto i giovani, certo, ma in realtà il fenomeno non è meno vero per la fascia d’età successiva: tra i 25 ed i 34 anni il 28% non si annoia sul “trono” perché (probabilmente) sta controllando l’hashtag #faiunadomandaalpapa per una nuova perla di saggezza twitteriana. Lo stesso vale per il 15% di quelli che hanno tra i 35 ed i 44 anni. Per i sessi non c’è differenza, maschi e femmine attingono a questa fonte di informazioni a getto continuo senza distinzione.

Ogni anno più persone sono linkate ai social media, e mentre in passato Facebook era quasi sempre rigorosamente bandito dai posti di lavoro, oggi invece è diventato una componente del lavoro stesso, per promozioni, eventi, informazioni e polo sociale tra colleghi e servizi. Insomma, da giocattolo è diventato utile da avere sulla scrivania come il telefono. Alla fine risulta piuttosto naturale controllarlo ogni tot minuti, anche perché al contrario delle telefonate stesse non richiede la nostra presenza diretta ed è molto meno stressante.

Via | USA Today

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