Google Cultural Institute presenta "1955-1965, Years of Dolce Vita"

Google ha inaugurato il mese scorso il suo Google Cultural Institute, una sorta di museo/galleria/mostra d’arte permanente, una biblioteca virtuale che conserva, mostra e lascia consultare contenuti multimediali di tutto il mondo.

Come potrete facilmente immaginare il piano è ambizioso. Basta vedere la mostra alla quale ho deciso di dedicare il titolo di questo post. Ci riguarda da vicino: 1955-1965, Years of Dolce Vita. Al giorno d’oggi per noi italiani è quasi surreale pensare agli anni del miracolo economico - un motivo ancora migliore per esplorare con attenzione.

Il materiale è tratto dagli archivi dell’Istituto Luce Cinecittà, una panoramica audiovideo fantastica, che segue la moda, la cultura automobilistica ed ovviamente il cinema che ha dato il nome a questo breve, splendente momento di storia. Non dimentichiamoci neppure della politica, un mitologico mostro a due teste completamente assorbito nel conflitto tra ideologie e superpotenze.

Questa lunga mostra visiva, rigorosamente in bianco e nero come i media del periodo, è forse uno dei rarissimi momenti di luce e gioia del Google Cultural Institute, che raduna poco meno di 50 mostre virtuali che spaziano dalle tragiche storie di Auschwitz all’Apartheid.

Mi sono preso il tempo necessario per esplorare qui e là quello che Google ci offre. Materiali incredibili, spesso inediti, ma dal forte impatto emotivo che difficilmente possono essere definiti leggeri.

Ad esplorare le gallerie del Google Cultural Institute si possono facilmente perdere delle ore e non si è sommersi da un’ondata inarrestabile di testi. Le parole scritte non sono mura che ci schiacciano, per fortuna, anzi, a dire il vero ci sono molte più foto e video, un mezzo più immediato per descrivere la storia.

Un’iniziativa piuttosto lodevole, che speriamo venga ampliata a coprire gli inevitabili “buchi” negli anni a venire.

Via | 1955-1965 Years of Dolce Vita

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