L'uragano Sandy non ha "rotto" Internet: un banco di prova prezioso

L’uragano Sandy ha colpito l’East Coast, una delle zone più informatizzate del mondo, ed ha concesso dati preziosi a chi studia la persistenza delle comunicazioni sulla Grande Rete.

Contrariamente a quello che alcuni si aspettavano, infatti, Internet è risultata estremamente resistente di fronte al disastro meteorologico, reagendo ai danni con efficienza.

Secondo la “tradizione storica”, Internet è stato creato come un network capace riconoscere le falle e redirigere il traffico automaticamente. La Rete, infatti, è figlia della Guerra Fredda e del timore del conflitto nucleare. Di fronte a Sandy si è comportato secondo questi parametri, e chi ha osservato le rotture e le convulsioni del traffico dati di New York è stato testimone del buon funzionamento di tale architettura.

Alcuni di coloro che hanno osservato il dipanarsi della crisi appartenevano al personale di Renesys, un’azienda che studia la “salute” di Internet. Sul loro blog hanno pubblicato una serie di screenshot che evidenziano con vari colori come i network siano crollati di fronte all’uragano: il traffico ha cominciato a fluire attorno alle zone colpite attraverso sentieri alternativi.

Chi avesse mandato una mail dagli USA all’India nelle ore dell'uragano, per esempio, avrebbe potuto tracciarla mentre i dati passavano per i nodi di Palo Alto o Washington D.C. invece che attraverso New York come di consueto.

Incuriosisce molto il livello di automazione di questi meccanismi di sicurezza. Secondo le conclusioni di Renesys, infatti, gran parte di questo traffico si è orientato automaticamente, senza un intervento diretto dell’uomo.

Ma non fatevi ingannare, non si tratta dell’opera di un fantomatico “Skynet”, solo di un ottimo sviluppo, del provisioning e della configurazione magistrale operati dai gestori dei network, che hanno dato vita ad un sistema capace di affrontare situazioni estremamente critiche.

Via | All Things D | Renesys

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