I tweet eliminati per le normative sul copyright non spariranno più nel "vuoto"

Talvolta capita di seguire un tweet e scoprire che è “sparito” dal sito, neppure tenuto in memoria dal sito come capita quando un autore decide di eliminarlo. Questo è il frutto di un DMCA takedown, ovverosia dell’eliminazione a causa di un reclamo sulla violazione di copyright.

Questo genere di sparizione è una piaga su Internet, che colpisce i risultati di Google, i video di YouTube ed anche le condivisioni su Twitter. Per chi come me scrive e linka al materiale, è ancora più fastidioso: quando una fonte sparisce è imbarazzante.

D’ora in poi non succederà più, non ci saranno più scomparse in una nube di bit. I tweet verranno cancellati ma ci sarà una comunicazione da parte di Twitter che ne spiegherà la ragione, e verrà concesso di commentare il fatto ed interagire con l’autore del tweet incriminato, che potrà spiegare il suo punto di vista sulla faccenda.

La modifica al modus operandi è quindi importantissima, e mitiga un po’ l’eccessiva discrezionalità del detentore del copyright, che spesso può far rimuovere un contenuto senza lasciare alla vittima del DMCA takedown nessuna voce in capitolo. Per non essere tacciati di pirateria e violazioni, i social media sono pronti a cadere proni di fronte a qualsiasi richiesta che pare anche solo lontanamente legittima, e solo quest’anno hanno iniziato a fornire un leggero quantitativo di trasparenza.

Twitter stesso ha fornito i dettagli su 4410 DMCA takedown subiti nel corso del 2011. Come i colleghi e concorrenti, Twitter agisce cancellando questi contenuti per mantenere l’immunità dalle conseguenze legali di chi diffonde contenuti “rubati”. Inutile dire che spiegare e pubblicizzare il più possibile le circostanze di queste ritorsioni legali è importante per fare luce sui comportamenti non proprio cristallini dei proprietari dei contenuti, che anche troppo spesso reagiscono in aperta violazioni delle normative in materia (vedi “Fair use”).

Via | GigaOm

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