Il marketing su Facebook funziona sempre peggio. Lo scopo è di vendere i "post promossi"

Aumenta il volume di proteste nei confronti di Facebook da parte dei gestori di siti web e community online: secondo molti, da quando il social network ha inaugurato la possibilità di promuovere i propri post dietro pagamento, il traffico generato dal social network è calato vertiginosamente.

Nonostante l’aumento di like, quindi, il numero di “clickthrough” da Facebook ai siti web è scemato sensibilmente, talvolta anche della metà. È quasi scontato che i due eventi, la richiesta di danaro sonante per la promozione e la diminuzione dell’efficacia della promozione gratuita, sono stati immediatamente collegati. Non penso si possa tacciare il ragionamento di semplice paranoia.

Facebook si giustifica dicendo di voler eliminare gli eccessi di pubblicità dai feed, salvando gli utenti dalla spam social che i brand ed i gestori di siti riversano sul network. Facebook "minaccia" il mondo, sostenendo che senza tale controllo sui feed del suo miliardo di utenti ci sarebbero solo condivisioni su Farmville e promozioni di mercanzie prive di rilevanza.

Ma la corporation non riesce ad essere convincente: sembra piuttosto difficile sostenere di essere dei campioni degli utenti mentre si accettano apertamente soldi dagli operatori commerciali per aggirare tale dubbia protezione - anzi, il termine “pizzo” sembra saltare fuori dal dizionario con prepotenza.

Per anni Facebook ha fatto di tutto per vendersi a marchi, produttori, pubblicitari, celebrità ed enti commerciali o benefici. Oggi sembra presentare un conto salatissimo per una contropartita piuttosto dubbia. Condividere un post al giorno d’oggi raggiunge solo una piccola parte dei propri fan, circa il 15%. Conta poco il numero, quindi, non ci si salva neppure se tali fan sono centinaia di migliaia.

Per aumentare “l’audience” è necessario sborsare dai 3 euro in su, arrivando in taluni casi anche a migliaia di euro. I costi aumentano in base alle reazioni degli utenti: un alto numero di like significa uno “sconto” significativo alla prossima promozione pubblicitaria.

Quali siano le meccaniche nascoste alle spalle di questo ingranaggio economico, per il momento Facebook ne sta prosperando. Se i brand dovessero trovare i costi difficili da sostenere, però, il mercato che il social network sta cercando di generare potrebbe essere travolto da un’ondata di disaffezione.

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