Paul Ceglia arrestato per frode in relazione al caso Facebook: rischia fino a 40 anni di carcere

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La causa per la presunta paternità di Facebook intentata da Paul Ceglia contro il colosso dei social network non ha avuto l'esito sperato dal newyorkese: Ceglia è finito in manette con l'accusa di frode proprio in relazione alla vicenda Facebook. Due i capi d'accusa, frode postale e frode elettronica, che potrebbero costargli, se condannato, fino a 40 anni di carcere.

La causa intentata contro Mark Zuckerberg si basava su alcuni documenti - cartacei e digitali - in cui il fondatore di Facebook, secondo quanto sostenuto da Ceglia, gli avrebbe ceduto la metà del social network. Quei documenti, però, sono risultati essere falsi, in un chiaro tentativo di frode architettato dall'uomo. Ceglia aveva effettivamente lavorato con Zuckerberg ad un progetto chiamato StreetFax ed è stato grazie a quel contratto che è riuscito a mettere in piedi il caso.

Ceglia, come si legge nell'atto d'accusa, avrebbe sostituito alcune pagine di quel contratto con la falsa documentazione - due pagine scritte addirittura con una formattazione diversa dalle altre - circa la cessione del 50% di Facebook. Stesso discorso per le scambio di mail tra l'uomo e Zuckerberg, rivisto e corretto per sostenere la sua causa.

Alle autorità e ai legali di Zuckerberg è bastato entrare in possesso della documentazione originale per far emergere la verità e mettere la parola fine ad una diatriba legale che andava avanti da più di due anni. Ora che Ceglia è dietro le sbarre, almeno in attesa dell'inizio e della conclusione del processo, la questione legata alle false accuse presentate dall'uomo non è ancora conclusa, almeno per Facebook.

I legali del social network hanno annunciato che intenderanno prendere provvedimenti anche nei confronti dei vari avvocati che nel corso degli anni hanno assistito Ceglia nella sua impresa:

Ceglia ha usato il sistema legale statunitense per portare avanti la sua frode ed ora è stato riconosciuto colpevole della sua condotta criminale. Facebook ha intenzione di chiedere anche che tutte le persone che hanno aiutato l'uomo nella sua offensiva frode siano chiamate a rispondere per le loro azioni.

Via | Silicon Valley

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