Amazon ha rimosso le recensioni degli appassionati di Michelle Gagnon

Logo di AmazonMichelle Gagnon, un’autrice statunitense di libri gialli, ha saputo dai propri lettori che Amazon ha inibito loro la possibilità di recensire i titoli in catalogo. Alla richiesta di spiegazioni – effettuata dai lettori stessi e non direttamente dall’autrice – Amazon ha minacciato persino di rimuovere i libri dal negozio: la multinazionale, senza mostrarne una prova, sostiene che esista un qualche rapporto di tipo economico tra chi ha recensito e chi ha scritto i libri “incriminati”. Una tesi che, però, non ha alcuna fondatezza.

L’unica responsabilità della Gagnon – che, oltre a essere una scrittrice indipendente, è una blogger – sarebbe quella d’avere conosciuto in prima persona alcuni lettori: Amazon ritiene che siano degli impiegati dell’editore o, comunque, siano stati pagati dall’autrice per fornire delle recensioni positive. Qualcosa di simile, purtroppo, è successo in passato con un autore che aveva registrato dei falsi profili su Amazon per “gonfiare” le recensioni ai propri libri. Il caso della Gagnon, invece, è diverso e per nulla trasparente.

Se Amazon ha accertato delle irregolarità, infatti, anziché scrivere ai lettori dovrebbe contattare immediatamente la Gagnon — specie considerando la minaccia di rimuovere i libri dal catalogo. Al contrario, l’autrice non ha ricevuto alcuna delucidazione: chiedere delle spiegazioni potrebbe significare essere bandita dal negozio virtuale. Un’ipotesi che comporterebbe una grave perdita per la scrittrice. La rigidità di Amazon è del tutto legittima, ma una tale refrattarietà a comunicare coi clienti è una mancanza di correttezza.

Via | Digital Trends

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