McAfee ritorna sulla sicurezza a livello di hardware contro i malware

Logo di McAfee, Inc.Al FOCUS 2012 – la 5ª conferenza annuale sulla sicurezza informatica – McAfee è tornata a parlare di soluzioni orientate all’hardware, anziché al software, per proteggere gli utenti dai malintenzionati. Il legame tra la produzione di componenti elettronici e programmi di sicurezza è stata il motivo base delle obiezioni dell’Unione Europea sull’acquisizione di McAfee da parte di Intel nel 2010: regolarmente avvenuta, è stata rallentata dall’antitrust per l’abuso di posizione dominante che le due società avrebbero potuto causare.

Le nuove infezioni come Flame, il worm per la guerra digitale che spaventa più di Stuxnet, agiscono a un livello superiore — rispetto ai comuni virus: non sono i programmi, ma il kernel del sistema operativo a essere esposto alle vulnerabilità. Ciò potrebbe comportare una manomissione dei computer capace di bypassare le protezioni garantite dagli antivirus, rendendoli del tutto inefficaci. La risposta di McAfee è un’implementazione della sicurezza a livello di hardware che prevenga l’esecuzione del kernel potenzialmente infetto.

Windows 8 prevede qualcosa di simile sfruttando il Secure Boot di UEFI: una firma digitale che verifica l’autenticità del software in avvio. Questa stessa soluzione è al vaglio dell’antitrust perché impedisce agli utenti d’installare un sistema operativo diverso da quello di Microsoft – ad esempio, BSD, Linux o Solaris – come McAfee ha acquisito un vantaggio sul mercato dalla gestione di Intel che integrerebbe le nuove soluzioni per la sicurezza nei propri processori. L’utente di Windows, però, beneficerebbe di chip più sicuri.

Via | The Inquirer

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