Adobe risolve delle vulnerabilità in Shockwave: qualcuno lo utilizza?

Logo di Adobe Shockwave PlayerAdobe ha annunciato un aggiornamento di Shockwave Player 11 e delle versioni precedenti per risolvere delle vulnerabilità che affliggono la piattaforma, permettendo a malintenzionati d’eseguire del codice arbitrario su Windows o Mac OS X — gli unici sistemi operativi supportati. In sé, la notizia potrebbe non interessare: Shockwave è una tecnologia in disuso da tempo e, a differenza di Flash Player, non è richiesta nell’avvio delle applicazioni dal browser. Difficile che qualcuno la richieda per la navigazione sul proprio sito.

Impressionanti – a questo proposito – le statistiche sull’impiego di Shockwave Player. Adobe sostiene che 450 milioni di utenti abbiano installato la Rich Internet Application (RIA) sul desktop, ma a che periodo si riferisce quella cifra? Una domanda destinata a non avere risposta. È opportuno definire cosa sia davvero Shockwave per comprenderne la sostanziale inutilità: in termini semplici, è una versione avanzata di Flash che permette l’accesso a un numero maggiore di protocolli. Neppure i giochi più sofisticati lo richiedono.

Abbiamo affrontato spesso l’argomento delle RIA contro HTML5 e JavaScript. Il World Wide Web Consortium (W3C) stesso – parlando dei progressi del linguaggio di marcatura – sconsiglia d’utilizzarlo in produzione fino al quarto trimestre del 2014, quando sarà ultimato. Eppure, mentre Flash Player è tuttora una necessità, prodotti come Shockwave non hanno più motivo d’esistere: è positivo che Adobe si preoccupi di tutelarne la sicurezza, ma avrebbe senso ritirare direttamente il prodotto da un mercato al quale non è affatto utile.

Via | Adobe

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