I virus informatici prosperano nelle apparecchiature mediche degli ospedali

La piaga dei malware costa cara alla nostra società, anche se generalmente si focalizza l’attenzione sull’aspetto economico: lavoro interrotto, danni agli archivi, spese per proteggersi.

Secondo una ricerca del governo americano, però, questi danni potrebbero arrivare a colpire anche la persona: i sistemi software degli ospedali, in particolare le apparecchiature mediche come quelle per il monitoraggio dei pazienti, sono sempre più vulnerabili a questo genere di aggressione.

Essendo apparecchi molto sensibili, che vengono usati quando la precisione assoluta è d’obbligo, risulta ovvio che quando danno segni di essere infetti devono per forza essere messi da parte. Per il momento non si registra nessun caso di danni alle persone, fortunatamente, ma dato il trend attuale è solo questione di tempo.

La situazione di pericolo deriva dalla tendenza a gestire i sistemi grazie a metodi di interconnessione: tutto è collegato ad un unico sistema, che a sua volta generalmente è connesso ad Internet. Da questa porta di servizio i malware strisciano nei sistemi, che spesso sono gestiti da software di uso comune e quindi sensibili a virus.

La tendenza dei produttori di hardware e software medico è quella di impedire la modifica dei sistemi per ragioni commerciali e legali. Questo lascia gli strumenti privi di patch ed aggiornamenti, obsoleti, vulnerabilissimi ed in pericolo.

La commissione americana, presieduta da Kevin Fu, esperto di sicurezza e ricercatore nell’ambito della tecnologia informatica all’Università del Michigan, ci porta l’esempio (valido per tutto il mondo) dell’ospedale Beth Israel di Boston, che gira ancora su una vecchia generazione di Windows, mai aggiornata né aggiornabile per il volere degli assemblatori, incapaci di comprendere se le modifiche siano o meno ammissibili in base ai regolamenti dell’organo di vigilanza americano, la US Food and Drug Administration. L’intero sistema è regolarmente mandato in crisi dai malware, codici malevoli molto comuni che non possono essere fermati con metodi convenzionali ma solo con costosi interventi di assistenza.

Come detto ancora nessun ferito, ma viene riportato il caso di un malware che ha rallentato pericolosamente il monitoraggio delle condizioni dei feti in un intero reparto dedicato alle donne con gravidanza a rischio. Le unità infettate non sono certo solo i vecchi sistemi desktop dell’accettazione: nella lista ci sono macchine per la risonanza magnetica, dispositivi che miscelano i medicinali, apparati radiologici e così via.

I computer che gestiscono infrastrutture e servizi sono sempre stati un grosso problema a causa della loro vulnerabilità e della lentezza con cui vengono aggiornati. Trovare una soluzione è urgente, ma la sensibilità e l’impegno in merito sembrano scarsi a livello globale. Potete aspettarvi di leggere altri articoli simili per i prossimi anni, purtroppo.

Foto | Flickr
Via | Technology Review

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