Canada ed Europa, respinta la ratifica di ACTA, ci riprovano con CETA

Immagine di CETAComprehensive Economic and Trade Agreement (CETA) è una bozza di trattato bilaterale fra Canada e Unione Europea per la tutela del mercato e del diritto d’autore: le negoziazioni sono iniziate il 6 maggio del 2009, a seguito d’un vertice tenutosi a Praga. Soltanto quest’estate, però, la Segreteria Generale del Consiglio dell’Unione Europea ha inoltrato gli Stati membri e alla Commissione una serie di e-mail, che illustrano il legame diretto tra alcune delle sanzioni previste da CETA e Anti-Counterfeiting Trade Agreement (ACTA).

ACTA è il “famigerato” accordo internazionale per contrastare la diffusione illecita di contenuti multimediali protetti dal diritto d’autore. Il 92% del Parlamento Europeo ha respinto proprio quest’estate la ratifica del trattato, ma il Consiglio non sembra intenzionato ad abbandonare l’idea d’istituire un organismo sovranazionale in grado di ledere i diritti dei cittadini a favore del mercato. CETA – almeno, in quei punti che riguardano il commercio digitale – appare sostanzialmente una forma ridotta a Canada ed Europa di ACTA.

In spregio della trasparenza il testo ufficiale della bozza di CETA è segreto: neppure i membri del parlamento l’avrebbero potuto leggere. L’obiettivo è quello di rafforzare i rapporti commerciali fra i Paesi europei e il Canada, ma una parte del trattato – secondo le indiscrezioni – riprenderebbe parola per parola le sanzioni previste da ACTA. Un documento già rifiutato dalla grande maggioranza dei rappresentati eletti dai cittadini europea. CETA potrebbe essere il primo d’una serie d’accordi bilaterali a sublimazione di ACTA.

Via | EFF

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