Facebook testa i post sponsorizzati per gli utenti USA

Paghereste per dare visibilità su Facebook ad un vostro post o ad una vostra fotografia? Se sì, quanto sareste disposti a spendere? E' quello che si sono chiesti Zuckerberg & Co. quando hanno deciso di estendere gli aggiornamenti evidenziati a pagamento, da pochi mesi disponibili per le pagine, ai semplici utenti degli Stati Uniti.

Non si tratta propriamente di una novità, in quanto già da maggio l'esperimento era partito in Nuova Zelanda. Ora, però, Facebook vuol replicare il test con un bacino più vasto di utenti, e quale migliore pubblico se non quello statunitense? Da ieri tutti gli utenti a stelle e strisce che hanno meno di 5.000 amici possono iniziare a promuovere i loro aggiornamenti su Facebook per raggiungere più utenti possibili, ovviamente a pagamento.

Al momento il servizio è disponibile al costo di 7 dollari per ogni post, ma un portavoce dell'azienda ha assicurato che si tratta di una cifra provvisoria, ancora in via di definizione. Usufruendo del servizio si darà maggiore visibilità al proprio post, che finirà in cima al newsfeed degli amici e di tutte le persone che ricevono gli aggiornamenti di quell'utente.

Difficile immaginare come un'opzione del genere possa prendere piede. Va da sé che, secondo Facebook, ad utilizzare il servizio saranno quegli utenti che hanno qualcosa da mettere in evidenza, che sia l'affitto di una stanza o una svendita, l'annuncio di un matrimonio o della nascita di un figlio.

Va detto, però, che esistono decine e decine di metodi alternativi, e gratuiti, per fare quello che Facebook propone a pagamento. Se devo affittare una stanza, ad esempio, posso pubblicare l'annuncio altrove e postarlo più volte sui social network o chiedere ad amici e conoscenti di condividerlo. Certo, bisogna intervenire manualmente, ma senza metter mano al portafogli.

Senza contare che, almeno nel caso di foto e video, basta un commento di un utente per far comparire nel newsfeed quell'aggiornamento di stato, per quanto vecchio esso sia. L'utente medio non è un'azienda che deve farsi conoscere o deve promuovere un prodotto e dubito fortemente che in molti pagheranno per far sapere al più alto numero di persone che si stanno per sposare o che sono appena tornati da una vacanza. Voi che dite? Sareste disposti a pagare per un servizio simile?

Via | Facebook

  • shares
  • Mail