Facebook e il "bug" dei messaggi privati diventati pubblici

Ci sono buone probabilità che durante la mattinata vi siate trovati di fronte ad articoli dedicati a quello che sarebbe un bug di Facebook scoperto da Metro France e fatto rimbalzare quasi istantaneamente da Le Monde. Il problema (o presunto tale)? Alcuni messaggi privati scambiati tra gli utenti prima del 2009 sarebbero comparsi sui rispettivi diari (o timeline, che dir si voglia) pubblici, riportando alla luce cose che in alcuni casi era meglio lasciare nascoste e facendo gridare nuovamente all'attacco di Zuckerberg contro la privacy.

Apriti cielo: giustamente preoccupati dall'eclatante scoperta, anche altri siti hanno rilanciato a loro modo la notizia, qualcuno presentandola come una voce da confermare in attesa del pronunciarsi di Facebook, altri in modo un po' meno cauto, lasciandosi andare un po' troppo alla fretta senza neanche poi tornare sull'argomento come dovuto. Tra questi ultimi, ci sono caduti purtroppo in diversi anche dalle nostre parti: ne parlano in modo superficiale il Corriere, La Stampa, Il Fatto Quotidiano e Giornalettismo, mentre La Repubblica ci va con la giusta cautela. Anche il nostro amico Paolo Attivissimo ha dedicato un post alla faccenda, evidenziando come non ci siano prove certe che il bug esista.

Dall'estero è invece arrivata la reazione di Facebook, che ha commentato così ai microfoni di CNET:

"Abbiamo ricontrollato ogni report visto. Non abbiamo trovato un report confermato. C'è molta confusione perché prima del 2008 non c'erano né like né commenti sui post in bacheca. Le persone si scambiavano messaggi in bacheca invece di avere conversazioni."

Continua dopo il break.

Un bug che secondo il social network quindi non ci sarebbe, anche per motivi puramente tecnici come riporta l'aggiornamento di TechCrunch, secondo cui messaggi privati e post in bacheca sarebbero divisi da due sistemi totalmente diversi.

Per cercare di capirci qualcosa, anche chi vi scrive ha fatto un controllo sui post pre-2009, notando in alcuni casi dei messaggi dal tipo "privato", ma più nel tono che nei contenuti, all'interno di quello che appare sul diario come un elenco confuso di messaggi ricevuti. Diventa a questo punto interessante l'analisi fatta da The Guardian, che parla di problema più psicologico che di privacy:

"Abbiamo dimenticato come la nostra esperienza su Facebook sia cambiata in tempi brevi. Alcuni anni fa, Facebook era abbastanza nuovo (ed esclusivo) da non farci considerare le implicazioni di ciò che postavamo.

Quando gli utenti non avevano possibilità di commentare i post sulle bacheche, l'esperienza da bacheca a bacheca era simile a questa, e prima di Facebook Subscribe e tool per la privacy che ci hanno permesso di scegliere per chi pubblicare, il sito era governato da un solo concetto: condividere con tutti i tuoi amici o con nessuno.

Non c'era alcuna ragione quindi per pensare alla privacy perché era affidata a Facebook, il che è divertente perché è oggi la nostra prima preoccupazione a quasi ogni nuova funzionalità di Facebook."

Chi oggi urla allo scandalo e al bug, probabilmente aiutato dalla confusione nel layout di cui sopra, non ha considerato come la piattaforma Facebook e il nostro modo di usarla siano cambiati in modo così profondo nel corso degli ultimi 3-4 anni. Bug o non bug, a ogni modo, la regola aurea è sempre la solita: non postare via Facebook ciò che non si vuole far sapere ad altri, visto che il termine stesso social network ha ben poco a che fare con il privato.

Nel caso in cui doveste notare sul vostro diario messaggi che è meglio tenere nascosti, sappiate che è comunque possibile rimuoverli dalla timeline, cliccando sull'icona a forma di matita accanto all'elenco dei messaggi e selezionando la voce nascondi dal diario. Tornando al problema in oggetto, qualora ci dovessero essere sviluppi con prove concrete non mancheremo di aggiornarvi.

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