Kickstarter non rimborsa i finanziatori col fallimento di un progetto

Logo di KickstarterKickstarter è diventata la più popolare piattaforma di crowd funding – ovvero, per il finanziamento collaborativo – raggiungendo un volume di transazioni consistente: nel 2012, infatti, diversi singoli progetti hanno superato il milione di dollari in donazioni. NPR, un network privato di emittenti radiofoniche statunitensi, ha voluto approfondire la questione dei risarcimenti… perché, apparentemente, Kickstarter non rimborsa i finanziatori se un progetto fallisce. La pronta risposta ufficiale ha subito confermato questo dubbio.

Se Kickstarter non rimborsa i backer, cioè quanti hanno partecipato al finanziamento di un progetto, è semplicemente perché non riceve il denaro versato. Quando il donatore effettua una transazione, la cifra stabilita è accreditata sul conto del destinatario via Amazon Payments — un sistema simile a PayPal. Kickstarter non trattiene la percentuale dovuta, quindi non può rimborsare i finanziatori: ad ogni modo, chi avesse ricevuto una donazione è tenuto a farlo qualora il progetto fallisse o se non potesse soddisfare le promesse.

Normalmente, per attrarre gli investitori, i responsabili dei progetti ospitati da Kickstarter assegnano dei premi che corrispondono all’ammontare ricevuto. Questi spaziano a seconda della tipologia del progetto: se il premio non è assegnato, il backer può pretendere un risarcimento e i proponenti devono garantirlo. Tuttavia, tutelare l’erogazione del rimborso non rientra nei compiti della piattaforma e Kickstarter non è citabile in un contenzioso. Il meccanismo di Amazon Payments permette i rimborsi automatici entro 60 giorni.

Via | Kickstarter

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