Bitcoin: truffa finanziaria, "banchiere" arraffa i fondi e scappa

Il logo dei Bitcoin

Voi affidereste i vostri soldi ad un broker bancario che conoscete solo tramite il nick di pirateat40 (in italiano suona come “pirata a quarant’anni”)? Già: un operatore finanziario anonimo, pronto a ritirare i vostri Bitcoin (moneta virtuale dal valore decisamente reale) promettendo il 7% di interesse ogni settimana.

Come forse potevate già immaginare dal titolo e dalle premesse, agli investitori il piano non è andato tanto bene. Il misterioso pirateat40 è attualmente “uccel di bosco” con 500.000 BTC, pari a circa 5,6 milioni di dollari statunitensi. La sua operazione, Bitcoin Savings & Trust ha chiuso i battenti ufficialmente con tante scuse e delle promesse di pagherò difficili da credere. Seriamente: il logo della sua "compagnia" è un galeone pirata!

“La decisione è stata basata sulle dimensioni dell’operazione e sull’impegno necessario a coordinare le transazioni. Il fondo è cresciuto e ci sono stati movimenti sempre più imponenti, che hanno messo in difficoltà le mie riserve, causando ritardi, l’incapacità di incassare e di finanziare gli ordini all’interno del mio sistema”

Insomma, pirateat40 ha trovato una scusa simpatica: c’erano troppi soldi perché funzionasse, ci sono stati dei rallentamenti ed è scoppiato il panico. Tutti hanno cercato di recuperare i soldi ed il risultato è stata la bancarotta. Oppure, direi io, il brillante “pirata” in crisi di mezza età ha arraffato i soldi dei suoi incauti clienti ed ora se li sta godendo in una piacevole vacanza di fine estate.

Al momento non c’è alcun “ETA” per il pagamento, dice lui, non si sa quando i fondi torneranno. Ma torneranno, eh. Il banchiere aveva già attirato l’interesse di stampa e i suoi detrattori erano numerosi. Tanti avevano individuato in lui tutti i segni del classico “schema a piramide”, facilitato dall’anonimato e dalla completa assenza di controlli su questa valuta virtuale. Per il momento si tratta di un’economia completamente libera, senza regole e leggi veramente applicabili.

La tentazione di dire che truffe come queste ne siano il risultato è molto forte, ma è tutto sommato un'accusa parzialmente ingiusta verso i Bitcoin. Ricordiamo che l’attuale crisi finanziaria globale è stata innescata da una raffica di truffe bancarie ed immobiliari, che funzionavano esattamente secondo i precetti sfruttati da pirateat40. Salvo qualche capro espiatorio nessuno ha veramente mai pagato per i miliardi di dollari degli investitori sfumati.

Alcuni stanno già dando la caccia all’anonimo finanziere, identificato come un cittadino del Texas, ma sarà decisamente dura scovarlo. Ottenere la restituzione dei propri Bitcoin è una prospettiva ancora meno realistica.

Via | The Verge

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