Pandora e Spotify costantemente in perdita: quanto può durare il gioco?

Il New York Times ha pubblicato un’inchiesta dalle connotazioni decisamente tristi: i servizi di musica “on demand” come Pandora e Spotify (gli unici veramente famosi) stanno incassando milioni e milioni di dollari, ma una percentuale immensa viene girata alle case discografiche, abbastanza da non aver mai consentito loro di vivere un anno senza essere in perdita.

Gli investitori finora si sono sobbarcati i debiti, ma se le Major ed i governi che le coccolano non la smetteranno di perseguire le loro politiche economicamente suicide presto il business diventerà insostenibile, Pandora e Spotify moriranno e tutti perderanno un ottimo servizio - E artisti e case discografiche diranno addio ad un oceano di danaro.

Secondo le stime del Times circa 150 milioni si sono registrati su Pandora, che nonostante il modello freemium basa le proprie sostanze sulla pubblicità. Non sono in molti a voler comprare lo spazio pubblicitario su Pandora, purtroppo. Gli utenti, dal canto loro sono in aumento costante e soddisfatti - Almeno nei paesi raggiunti da Pandora, che non sono poi tantissimi. Ricordo ancora con disgusto quando fu costretta a fuggire dal nostro paese.

Pandora non ha fatto accordi con le Major, ma paga le royalties suppergiù come una radio, a tariffe imposte dal suo paese, gli USA. Nonostante le scarse fortune pubblicitarie guadagna circa $80 milioni in un trimestre, ma nonostante questo ne perde $20. Una cifra astronomica, tutta impacchettata in diritti d’autore e spedito alle casse prive di fondo delle compagnie discografiche. Oltre il 54% dei suoi introiti sono persi proprio così.

Spotify è un caso ancora più drammatico. Dopo aver stretto accordi individuali con case discografiche e organi regolatori di 15 paesi, Spotify raggiunge 33 milioni di persone a cui vende i propri servizi. in un anno ha perso $57 milioni, pur avendone incassati quasi $240. Sappiamo tutti bene quanto siano complesse le trattative per consentire al servizio di entrare in un nuovo paese - E a giudicare dal fatto che Spotify sta reclutando personale anche qui in Italia, forse a breve ce lo potremo godere anche noi.

Sì, ma per quanto? Nella loro ingordigia e terrore del nuovo che avanza, le case discografiche stanno uccidendo spietatamente sia Spotify che Pandora, tentando in modo malcelato di portarli sul lastrico spillando loro fino all’ultimo centesimo, tanto per convalidare i propri modelli commerciali obsoleti - come se qualcuno avesse ancora il dubbio sulla loro insostenilbilità.

Date queste cifre, se non ci saranno cambiamenti entrambi i servizi chiuderanno i battenti molto, molto presto. Anzi, si può dire che sopravvivano solo in virtù della speranza di tale (auspicato) cambiamento: il loro modello commerciale, innovativo e desiderabile e soprattutto lucrativo (anche per le stesse Major) non può sopravvivere in questo clima.

Via | New York Times

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