Il peggior lavoro in Google

Il peggior lavoro in Google

Su Internet, si sa, ci finisce di tutto: dai contenuti ritenuti innocui a quelli decisamente più delicati, compresi atti di violenza e pornografia. Una categoria quest'ultima da tenere a bada, soprattutto per aziende come Google che vivono sul Web e possiedono servizi come YouTube e Picasa. Non c'è nessun processo automatizzato, è un impiegato di Google che deve andare a valutare caso per caso, imbattendosi in molti casi in materiale in grado di turbare chiunque.

Buzzfeed riporta un'intervista a un ex impiegato di Google assegnato proprio a questo ingrato compito, che Gizmodo non esita a definire il peggior lavoro in Google: ore e ore passate a guardare atti di violenza di ogni tipo, feticismi al limite dell'impensabile, pornografia infantile e Dio solo sa quant'altro, il tutto spulciando materiale proveniente dai vari servizi Google, incluso naturalmente il social network Google+.

Ecco come viene raccontato l'incarico:

"Non avevo nessuno con cui parlarne. Non potevo portarlo a casa dalla mia ragazza perché non volevo gravarla con questo schifo. Per sette, otto, nove mesi, guardavo a questa roba e pensavo fosse tutto ok, ma mi stava portando in un posto molto oscuro. Google mi portò a parlare con qualcuno da un'agenzia federale, ed è lì che capii di aver bisogno di andare in terapia. Mi mostrò foto di quelle che sembravano attività innocue (una sorta di test di Rorschach modificato) e mi chiese la mia prima reazione di viscere. Pensai una cosa tipo 'Che c***o è!'. Erano solo un padre e un bambino.

Continua dopo il break.

Secondo quanto riporta lo stesso articolo, la politica aziendale di Google per questo tipo di lavoro sarebbe quella di non offrire contratti a tempo indeterminato, limitandosi quindi a incarichi di durata ben stabilita, tipicamente di un anno. Una scelta da un certo punto di vista sicuramente criticabile, dato che si potrebbe pensare a una giusta ricompensa per chi deve svolgere un lavoro così gravoso sulla sua mente.

Scelta che vista da un altro lato può avere un suo senso, proprio considerando il tipo d'impiego e i suoi effetti su chi lo svolge come testimoniato dallo stesso ex impiegato di Google (rimasto anonimo) nell'intervista che abbiamo riportato poco sopra. Di sicuro, il tutto lascia pensare su quello che è il "lato oscuro" del Web, ma soprattutto su un ruolo che, anche in un'azienda ambita come Google, probabilmente è il peggiore che si possa avere.

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