Rapidshare: "bisogna chiudere i siti che raccolgono link a file pirata"

RapidShare multato di 150.000 euro per violazione di copyrightRapidShare, il celebre cyberlocker da poco entrato anche nel mondo del cloud storage, non ha mai nascosto, specie nel periodo post-Megaupload, il suo impegno contro la pirateria digitale. Negli ultimi tempi, dopo esser stato multato dalla Corte Regionale di Amburgo ed esser stato costretto a filtrare attivamente i contenuti caricati dagli utenti, RapidShare ha limitato la velocità di download degli utenti free ed ha addirittura stilato una serie di regole che tutti i cyberlocker dovrebbero seguire.

Ora l'azienda ha fatto un nuovo passo nella lotta contro la pirateria ed ha suggerito al Governo statunitense di liberarsi una volta per tutte di quei siti - blog, forum e portali - che raccolgono link a file pirata e permettono agli utenti di risparmiare del tempo prezioso nella ricerca di musica, film e quant'altro. Daniel Raimer, CLO dell'azienda, ha preso parte ad una conferenza durante il forum del Technology Policy Institute che si concluderà oggi ad Aspen ed ha spiegato ai presenti come questi siti siano il vero problema della pirateria digitale.

Raimer ha ovviamente tirato l'acqua al suo mulino ribadendo l'importanza dei servizi cloud, sempre più numerosi di giorno in giorno, e sottolineando come i siti file-hosting si limitino ad offrire un servizio e non ad incentivare la pirateria. Poi, però, ha puntato il dito contro i siti che indicizzano i link a file protetti da copyright disponibili sui vari cyberlocker ed ha invitato le autorità competenti a concentrarsi sul loro abbattimento.

Questi siti molto sofisticati, spesso contenenti anche pubblicità, facilitano la distribuzione di massa indiscriminata su Internet di contenuti protetti da copyright e tutti gli sforzi delle autorità per la protezione della proprietà intellettuale dovrebbero concentrarsi proprio su questo settore.

Un'altra soluzione, sempre secondo Raimer, sarebbe quella di cercare la collaborazione dei servizi di cloud storage e di file-hosting. Anziché puntare tutto su una legislazione rigida che va inevitabilmente a punire anche gli utenti che non hanno nulla a che vedere con la pirateria, il Governo statunitense dovrebbe affidarsi al buon senso e alla responsabilità delle singole aziende.

Se queste ultime prendessero seriamente la loro responsabilità, magari seguendo anche le regole suggerite da Rapidshare, e le autorità competenti concentrassero i loro sforzi nella chiusura dei siti in oggetto, ai detentori di copyright rimarrebbe ben poco di cui lamentarsi. Parola di Daniel Raimer. Voi che ne pensate?

Via | TorrentFreak

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