Nova Spivack sulla protesta di #OccupyTwitter contro le nuove API 1.1

Logo di Twitter DevelopersNova Spivack è il Chief Executive Officer (CEO) di Bottlenose, il motore di ricerca in tempo reale e personalizzabile per gestire il recupero delle notizie da varie sorgenti dell’informazione. Quest’ultimo è basato soprattutto sulle Application Programming Interface (API) di Twitter, che sono state aggiornate insieme a una politica più restrittiva sulle linee guida. #OccupyTwitter è la hashtag utilizzata dagli sviluppatori che contestano le nuove direttive e Spivack ha aderito con una petizione contro l’aggiornamento delle API.

La situazione è seria, più di quanto immaginassero i programmatori alla vigilia dei cambiamenti. I punti essenziali della critica di Spivack riprendono grossomodo quelli che ho esposto presentando l’aggiornamento alle API di Twitter alla versione 1.1 e sono principalmente due: il limite orario nelle richieste ai database e le imposizioni sulla visualizzazione dei tweet. La maggiore flessibilità – che «penalizza i “piccoli” e premia i “grandi”» – non garantirebbe il funzionamento delle applicazioni a prescindere dalla diffusione.

I requisiti per l’integrazione dei tweet in contesti diversi dalla linea temporale di Twitter sono addirittura più problematici: nessuna delle applicazioni esistenti li rispetta e adeguarsi significherebbe dedicare un’interfaccia grafica separata ai contenuti della piattaforma di microblogging qualora siano previsti degli aggiornamenti di stato da altri social network. Un’eventualità negata dalle stesse linee guida, perché la replicazione della timeline di Twitter è stata proibita ancora prima della pubblicazione delle API 1.1.

Le nuove linee guida, quindi, sono contraddittorie e pressoché inattuabili: all’aumento delle informazioni reperibili dalle API 1.1 corrisponde una diminuzione dei contesti nei quali sono utilizzabili e l’ecosistema di Twitter è stato ridimensionato. Spivack arriva a domandarsi perché la piattaforma non le ritiri del tutto, considerando la loro formale inutilità. Dalton Caldwell ha proposto un’alternativa a pagamento con App.net, ma le possibilità che il progetto abbia un seguito sono davvero scarse — e non risolve il problema.

L’attuazione delle modifiche non è immediata, perché le linee guida entreranno in vigore nel marzo del 2013: Spivack ha pubblicato una lettera aperta a Twitter che chiede alla società di chiarire i dieci concetti-chiave dell’aggiornamento. Se la piattaforma non dovesse rispondere alle preoccupazioni manifestate dagli sviluppatori, il futuro del microblogging potrebbe essere a rischio. Senza applicazioni di terze parti, infatti, Twitter perderebbe molto del proprio appeal e un modello di business vincente non sarebbe sufficiente.

Tuttavia, la nuova politica di Twitter è un passaggio obbligato per la società. Presto, rispettando le leggi statunitensi, dovrà essere quotata in borsa e la pubblicità non garantisce degli introiti adeguati. Le restrizioni rispondono a un’esigenza di decrescita che coinvolge tutte le imprese in un periodo di crisi finanziaria internazionale. Twitter, al pari di Facebook, è stata sostenuta dal venture capitalism e stenta a sopravvivere da sé: la débâcle del titolo di Facebook è indicativa. Il successo non è sempre un vantaggio.

Via | Nova Spivack

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