Facebook: niente accordo nella causa sulle Sponsored Stories

Facebook: niente accordo nella causa sulle Sponsored Stories

A metà giugno davamo praticamente per fatto l'accordo nella causa sulle notizie sponsorizzate, o Sponsored Stories che dir si voglia, che vede Facebook impegnata a difendersi presso il tribunale di San Francisco. Nel dettaglio, come riportavamo allora, il fatto è legato a quanto avvenuto a varie persone tra le quali tale Angel Fraley, che ha messo il cosiddetto “Like” (o “Mi Piace” in italiano) sulla pagina di Rosetta Stone, per ottenere demo software gratuiti. Il nome utente e la foto del profilo di Angel sono poi apparsi sulle pagine di tutti i suoi amici, con la scritta “Angel Frolicker likes Rosetta Stone.” Ma secondo il Codice Civile della California, sarebbe illegale usare “nome, voce, firma, fotografia o ritratto altrui per pubblicità, vendita o adescamento” senza l’espresso consenso della persona coinvolta.

L'accordo, su cui si sanno oggi maggiori dettagli, prevedeva il pagamento di un totale di 20 milioni di dollari: 10 al gruppo di avvocati che ha fatto causa al social network, più altri 10 da devolvere in beneficenza. A quanto pare però, tutto ciò non ha soddisfatto il giudice Richard Seeborg, che non si è detto convinto dal metodo usato da Facebook per determinare le cifre della sua proposta.

Non addentrandomi nel legalese citato da Wired nel riportare la notizia, secondo Seeborg i 20 milioni non sarebbero sufficienti a ripagare i 100 milioni di iscritti a Facebook coinvolti nell'affare legato alle Sponsored Stories: secondo lui infatti ogni singolo utente potrebbe essere ripagato fino a un massimo di 750$.

Giochi ancora aperti dunque per quello che potrebbe a questo punto rilevarsi un problema ben più costoso per Facebook, rispetto a quanto sperato finora dal social network.

Foto | Flickr

  • shares
  • Mail