Il blogging «è vivo, sta bene e ispira», secondo Marshall Kirkpatrick

Logo di WordCampIl blogging non è affatto un fenomeno obsoleto: Marshall Kirkpatrick – uno dei più affermati giornalisti statunitensi in fatto di tecnologia, che annovera TechCrunch e ReadWriteWeb fra le collaborazioni passate – ha partecipato al recente WordCamp, la conferenza degli sviluppatori di WordPress, da Portland e i numeri elencati dimostrano che i blog non sono in declino. Matt Mullenweg, il fondatore di Automattic, ha annunciato il prossimo raggiungimento del traguardo di 100 miliardi di pagine visitate ogni mese per WordPress.com.

WordPress non è l’unica piattaforma di blogging esistente: ai numeri di WordPress.com andrebbero aggiunti tutti quelli del Content Management System (CMS) installato sui domini personalizzati. Il traffico generato dai blog ha un volume inferiore a quello di Facebook e Twitter, ma la popolarità dei social network non ne ha intaccato il ruolo sul web. Gli stessi Biz Stone ed Evan Williams di Obvious – che vendettero Blogger a Google – sono tornati a proporre un sistema di pubblicazione per innovare il concetto di [micro-]blogging.

Rispetto agli albori, blogging è un termine inflazionato che spesso – soprattutto in Italia – si confonde col giornalismo tradizionale. In sé dovrebbe consistere giusto in un diario delle attività svolte, senza una pianificazione e un argomento precisi: col tempo sono state coniate differenti definizioni per discriminare fra z-blogger, corporate blogger, ecc. e il significato originario è andato perduto. Non è degradato l’interesse dei navigatori, che continuano a fruire dei blog per informarsi ed esprimere la propria opinione.

Via | Marshall Kirkpatrick

  • shares
  • Mail