Unbaby.me per Chrome rimpiazza le fotografie dei bambini su Facebook

Logo di Unbaby.meUnbaby.me è un’estensione per Chrome che, dal proprio rilascio, ha ottenuto ampio spazio sulle testate del settore: può essere considerata un’intuizione geniale oppure un’idiozia, a seconda del rapporto col fenomeno che intende contenere. Unbaby.me – come suggerisce il nome stesso – è uno strumento per liberarsi definitivamente delle fotografie dei bambini che “intasano” gli aggiornamenti di stato su Facebook. Chi ha fra i venti e i trent’anni, ma non soltanto, può intuire quale sia il problema. È l’entusiasmo dei neo-genitori.

Installando Unbaby.me, tutti gli scatti dei bambini presenti su Facebook sono rimpiazzati con fotografie di gatti, panorami o cibo. È sufficiente passare il puntatore del mouse sulle immagini perché la modifica abbia effetto: l’estensione è concepita piuttosto bene e non offusca le fotografie in costume degli adulti — un’altra “piaga” del periodo estivo per chi non può andare in villeggiatura. Perché Unbaby.me ha diviso gli utenti? Se ha accolto il favore della maggioranza di chi ne ha sentito parlare, ha innervosito i genitori.

La diffusione di fotografie sui social network ha generato dei veri e propri “mostri”. Grazie ai prezzi contenuti dei dispositivi e alle fotocamere sempre più performanti degli smartphone, infatti, l’abuso delle apparecchiature fotografiche è esploso. Non è un caso che Facebook abbia pagato addirittura 1$ miliardo per Instagram: le immagini sono il contenuto più condiviso sulla piattaforma. La nascita di un bambino è indubbiamente un evento straordinario e bellissimo, non altrettanto gli album che lo ritraggono in ogni istante.

Se conoscete dei genitori col “pallino” della fotografia, Unbaby.me è una soluzione ideale. Certo, è possibile escludere completamente gli aggiornamenti dei contatti… però, in molti casi, a disturbare non sono tutte le condivisioni di un utente e penalizzarlo perché non s’apprezzano i ritratti del povero neonato sarebbe eccessivo. Tuttavia, i detrattori di Unbaby.me hanno avanzato una critica condivisibile: quella per i bambini non è diversa dall’ossessione per gli animali domestici. Sono entrambi dei fenomeni molto fastidiosi.

Volendo azzardare della psicologia spicciola, sono «due facce della stessa medaglia». Spesso, chi possiede un animale domestico sublima la mancanza di un figlio e lo tratta come tale: da qui la mania di fotografarlo in ogni singola posa. Non avendo né un figlio, né un animale domestico – e non sentendone affatto la mancanza – ritrovarmi con migliaia di scatti che ritraggono l’uno o l’altro è particolarmente irritante. Unbaby.me è un buon compromesso, ma il problema della fotografia compulsiva non è limitato a genitori e padroni.

Chiunque abbia un hobby, nell’era dei social network, rischia d’essere afflitto da bulimia fotografica. Appassionati di motori, body builder, fashionisti o semplici vanitosi riempiono la propria Timeline di immagini che ritraggono questo o quel soggetto. È un costume del nostro tempo, che piaccia oppure no: personalmente, non riuscirei a citare molti casi al limite del patologico fra i miei contatti e non sarei neppure in grado di giudicare me stesso. Unbaby.me ha scoperchiato il vaso di Pandora e provocherà una serie di emuli.

Via | The New York Times

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