Atterraggio del Curiosity: molti di più gli spettatori online che in TV

Ustream, pagina principale

Un giro di boa per quello che riguarda i telespettatori americani: per la prima volta una trasmissione online supera le (un tempo) potentissime TV via cavo: i “sette minuti di terrore” dell’atterraggio di Curiosity sono stati seguitissimi su Ustream.

In effetti Ustream è un servizio molto popolare sin dai suoi albori, sia per trasmettere stream “privati” che grossi eventi come questo. Sono stati in 3.200.000 a scegliere l’online in quella che per gli americani era ancora domenica (per noi erano le 7:30 del mattino). Nel suo picco Ustream ha servito 500.000 utenti contemporanei - nell'emozionante climax dell'entrata nell'atmosfera marziana - una cifra estremamente ragguardevole, che illustra molto bene il potenziale e la solidità della piattaforma.

Alle TV via cavo non è andata per nulla male, siamo intesi, ma ci mancano le cifre precise. Secondo i rating di Nielsen la CNN può vantare circa 426.000 spettatori, MSNBC 365.000. Fox è la più importante, con 803.000 spettatori, almeno se dobbiamo avere fiducia nelle statistiche.

I numeri, presi così, sono inferiori a quelli totali di Ustream (su Internet si può essere molto più precisi), che ha “servito” ai suoi utenti un mashup delle tre trasmissioni NASA: HDTV, JPL, e JPL 2. Gli spettatori hanno anche potuto condividere ed interagire su multipli social media, tutte opzioni comuni su Ustream, utilissime a creare un vero e proprio ecosistema da cui guadagnano anche Facebook, Twitter ed ovviamente Google, anche per quanto riguarda l’ormai importantissima galassia mobile.

Sebbene il panorama americano sia estremamente diverso da quello europeo ed in particolare quello nostrano, a questo punto si può iniziare a parlare del vero futuro della televisione. Con l’accrescere della fruibilità e potenza dei servizi online è facile prevedere un progressivo spostamento delle platee verso la comodità della rete. Forse a questo punto è più una questione di consapevolezza: man mano che l’utente scopre i servizi televisivi online, difficilmente torna indietro ai “vecchi” canali, che siano via cavo, digitali terrestri o satellitari.

Via | Mashable

  • shares
  • Mail