Demonoid: sequestrati i server dalla polizia ucraina, è la fine

Il logo di DemonoidAvevamo notato poche ore fa che la situazione di Demonoid stava degenerando. Al di là dei DDoS, di violenza e persistenza molto singolare, c’era in gioco anche il disinteresse dell’ultimo curatore rimasto a continuare il lavoro.

Le cose stanno andando di male in peggio, però, perché probabilmente gli ultimi chiodi sono stati piantati saldamente sulla bara di questo storico sito-tracker, uno degli avamposti prediletti della pirateria informatica mondiale.

Le notizie diramate da TorrentFreak infatti non lasciano molto spazio alla speranza. I server di ColoCall, il datacenter più grande dell’Ukraina nonché “casa” di Demonoid sono stati perquisiti dalla polizia, che ha sequestrato i server preposti al sito/tracker, e congelato i dati sugli altri. Inutile dire che ColoCall ha rescisso il proprio contratto con Demonoid, che ora è senza casa, senza banda e - se sono ancora valide le notizie di due giorni fa - praticamente senza personale.

La notizia di un raid della polizia contro i server di un sito di pirati non farebbero poi tanta impressione se non fosse per due fattori. Il primo sono le dimensioni e la notorietà di Demonoid, un vero “dinosauro” nel settore. La seconda è la catena di eventi che hanno condotto a questa situazione.

Demonoid, infatti, era stato vittima di un grappolo di DDoS di rara intensità, ed era fuori gioco da giorni. Il fatto che la faccenda sia culminata proprio in questo momento con un’irruzione delle forze dell’ordine sul campo di battaglia a pochi giorni dalla visita del presidente ucraino in USA non lascia intuire nulla di buono. Durante gli attacchi, va fatto notare, c’è anche stata l’intrusione di un hacker a caccia di dettagli. Ci vuole poco per collegare i puntini e realizzare che con molta probabilità governo, polizia ed hacker sono la stessa forza.

Il fatto che uno stato sia alle spalle di una simile strategia di assalto informatico, illegale ed immorale ovunque, al solo scopo di presentare agli Stati Uniti un ambitissimo risultato nella lotta contro la pirateria informatica e nella difesa dei copyright preoccupa un po’.

Allo stesso tempo, vale la pena farlo notare, il gestore di Demonoid non è indagato - anche perché molto probabilmente non è neppure vicino all’Ukraina.

Via | TorrentFreak

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