Winamp compie 15 anni

Winamp, la vecchia skin

In occasione del 15° compleanno di Winamp, Ars Technica ha pubblicato un articolo che ne narra la tormentata storia. Nonostante oggi sopravviva semi-dimenticato nel fogliame, alla fine degli anni novanta ed inizio 2000 era il re dei media player - Quasi tutti coloro che ricordano quell’era dell’informatica l’avevano installato sulla propria copia di Windows.

Quando Winamp è stato pubblicato per la prima volta (e qui Ars Technica è arrivato un po’ in ritardo, visto che si parla del 21 aprile 1997) non c’era nessun concorrente di rilievo in giro. La prima interfaccia era solo un menù ed una finestrella con Play, Pause/Unpause e Stop. La playlist è arrivata alla versione successiva, un mese dopo: Windows Media Player e RealPlayer erano in grado di leggere gli MP3 ma non erano affatto capaci di organizzarne una. E’ stato questo a fare la differenza.

In un anno Nullsoft Winamp è diventato uno dei software più scaricati per Windows, anche perchè gratuito (dopo qualche versione è diventato shareware, ma l’acquisto di $10 era più che altro una donazione, dato che veniva distribuito completo). Winamp aveva - ed ha tutt’ora - la pregevole caratteristica di essere leggerissimo e di girare su qualsiasi PC.

Purtroppo dopo qualche anno sono arrivati anche i problemi: gli sviluppatori della Nullsoft, capitanati dall’allora giovanissimo coder Justin Frankel, furono acquisiti per un centinaio di milioni di dollari da AOL, una bestia nera del mondo corporate online. Da lì è iniziata una lenta, incomprensibile decadenza: mal digerito da una grande azienda, Winamp è stato gonfiato di feature inutili e deformato da tentativi ripetuti di indurre chi lo installava ad usare altri servizi di AOL.

L’utenza non accolse bene questi cambiamenti, dato che era costituita dai tipici geek individualisti e ben capaci di accorgersi dei goffi inganni del nuovo “padrone”. Frankel, un personaggio non troppo dissimile dallo stereotipo del ribelle digitale, non è sopravvissuto molto sotto all’ombrello della multinazionale - per darvi un’idea del personaggio, è anche famoso come creatore di Gnutella.

Il team di Winamp è cambiato molte volte. Oggi il lettore sopravvive, anche se lontano dai riflettori, distribuito per quasi ogni formato. Dopo tanti anni è stato localizzato in varie lingue, anche perchè dei suoi 30 milioni di utenti il 90% non parla inglese - E vive in mercati emergenti in cui i rivali non hanno ossigeno.

Winamp avrebbe potuto crescere all’infinito e godere del successo di iTunes. Se i piani per il suo sviluppo fossero stati perseguiti con successo avrebbe potuto diventare un Pandora o uno Spotify ante-litteram. Invece, esattamente come Flickr, è diventato un terribile monito di quello che le corporazioni possono fare ad uno startup tecnologico.

Via | Ars Technica

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