Megaupload, ultimatum alle autorità: 21 giorni per svelare tutte le prove contro Kim Dotcom

KimDotCom2012

Iniziano a smuoversi un po' le acque nel caso che vede Kim Dotcom, il fondatore di Megaupload, e sei suoi associati accusati di aver danneggiato i produttori di materiale protetto da copyright per ben 500 milioni di dollari e di aver guadagnato qualcosa come 175 milioni di dollari dallo sfruttamento illecito di quei contenuti.

Ieri il giudice del distretto neozelandese di Auckland David Harvey ha dato un ultimatum alle autorità locali - che il 20 gennaio scorso hanno arrestato DotCom in collaborazione con l'FBI e il Dipartimento di Stato statunitense - intimando loro di fornire entro tre settimane tutte le prove in loro possesso contro DotCom e soci.

La decisione è arrivata dopo la richiesta dei difensori di Megaupload, che hanno giustamente preteso di poter visionare tutti i documenti che, secondo l'accusa, proverebbero la colpevolezza dei sette uomini. Finora il Dipartimento di Giustizia statunitense si era limitato a presentare qualche documento ed una serie di conversazioni avvenute via mail, ma adesso è giunto il momento di scoprire tutte le carte, così da avere un quadro completo della situazione e permettere a DotCom & Co. di difendersi.

DotCom, finito in carcere il 20 gennaio scorso (qui il resoconto di quanto accaduto), è stato poi rilasciato su cauzione ed obbligato a rimanere nel raggio di 80 chilometri dalla sua residenza di Coatesville, in Nuova Zelanda, in attesa dell'udienza per l'estradizione fissata per il prossimo 6 agosto. E tutti i documenti richiesti dal giudice dovranno essere presentati proprio in vista di quell'udienza.

Ira Rothken, uno dei legali di Megaupload, si è detto molto soddisfatto della decisione del giudice, soprattutto perché ha dimostrato come i tribunali neozelandesi siano intenzionati ad intervenire per proteggere i diritti dei suoi residenti da intrusioni dall'estero, in questo caso dagli Stati Uniti: "con la piena trasparenza nelle accuse mosse dal Governo, crediamo che Kim Dotcom e il resto delle persone coinvolte in Megaupload avranno la meglio".

Il giudice Harvey ha anche autorizzato DotCom e rimuovere il dispositivo elettronico che monitorava i suoi spostamenti e gli ha concesso la possibilità di tornare a vivere nella sua villa. Dal momento del suo rilascio su cauzione, infatti, DotCom era stato obbligato a vivere in un piccolo residence adiacente alla mega villa: poteva guardarla da vicino, ma gli era impedito di entrarvi.

A questo punto la prossima mossa spetta ai legali del Governo statunitense, che hanno 21 giorni di tempo per fornire la documentazione richiesta. In attesa di decidere come procedere, i diretti interessati si sono rifiutati di commentare pubblicamente quanto stabilito dal giudice.

Via | The Sidney Morning Herald | TVNZ

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