Open Garden, il crowd sourcing della connettività mobile

Open Garden crowd sourcing mobile

Purtroppo non credo che le leggi attuali europee vedrebbero di buon occhio Open Garden, dato che colpevolizzano chi lascia la propria connessione libera e non protetta in caso di file sharing di contenuti illegali. Si tratta di un tentativo di unire la tecnologia peer-to-peer alla connettività mobile tramite tethering, e grazie a questa app diventa improvvisamente possibile condividere la propria connessione Internet con qualsiasi apparecchio dotato di Wi-Fi nell’ambiente circostante.

Lanciato alla conferenza TechCrunch Disrupt, consente di creare quello che gli sviluppatori stessi chiamano un “mesh”, una griglia, tra tutti i device con Open Garden. Al momento l’app è disponibile su Android, Windows, Ubuntu, Xbox, PS3 ed OS X, con la versione per iOS in preparazione. Tanto l’app quanto il servizio sono gratuiti, anche se un piano di monetizzazione freemium è allo studio.

Il servizio è ancora in fase di costruzione. Allo stato attuale dello sviluppo viene sfruttata una sola connessione. Il progetto futuro è di ripartire il traffico in base alla velocità su più “nodi”, con un passaggio automatico alla connessione più conveniente e veloce (il cui proprietario si spera abbia un piano dati decente!).

Al di là delle assurde leggi europee che ci strangolano, gli operatori mobile probabilmente si sentiranno colti dal panico se Open Garden diventasse comune. TechCrunch ritiene che le resistenze saranno sostanziali, non dissimili da quelle che inizialmente sono state manifestate verso Skype. Ancora più furiosi di loro saranno gli operatori di traffico Wi-Fi a pagamento, come quelli presenti in certi aeroporti o locali pubblici: basterebbe un solo utente di Open Garden per connettere "gratis" tutti quelli che lo circondano.

Il funzionamento è elementare per l’utente finale, che non deve fare altra fatica che installare Open Garden su tutti i suoi apparecchi. Da quel momento, se non viene altrimenti disposto dai desideri del proprietario, tutti suoi device, mobile o desktop che siano, potranno accedere al collegamento WiFi, 3G o 4G degli altri senza ulteriori smanettamenti.

Questo vale anche per tutti gli altri che hanno installato Open Garden: vale la pena notare che il traffico è criptato, quindi nè noi che gestiamo il nodo nè OpenGarden stesso possono monitorare lo scambio di dati.

Ultimo dubbio: sarà anche necessario capire e sperimentare quanto Open Garden inciderà sulle batterie degli apparecchi mobile, notoriamente messi in crisi da qualsiasi servizio assetato di energia.

Via | TechCrunch

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