Pirateria: la curiosa storia dietro al processo dei proprietari di SurfTheChannel

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E' in corso in questi giorni in Inghilterra il processo a carico di Anton e Kelly Vickerman, marito e moglie proprietari del sito internet SurfTheChannel.com, portale contente link per lo streaming di film e serie televisive. I due, accusati di frode, rischiano di essere condannati grazie alla testimonianza dell'americano Brendan DeBeasi, in un caso che non ha precedenti.

Vale la pena di fare un salto nel passato, per capire come si è arrivati a questo processo e come Inghilterra e Stati Uniti hanno collaborato, ma soprattutto come la MPAA, l'organizzazione formata dai sei principali studi cinematografici statunitensi, si è adoperata per incastrare i due coniugi con azioni degne di un film hollywoodiano. Tutto è iniziato nel 2008, quando la MPAA si è accordata con l'inglese Federation Against Copyright Theft (FACT) per assumere l'ex poliziotto tedesco Pascal Hetzschold e fargli prendere contatti con i Vickerman.

Presentandosi come Roger Van Veen, Hetzschold ha finto di essere interessato all'acquisto del portale e, dopo uno scambio di email, i due coniugi sono caduti nella trappola ed hanno acconsentito ad incontrare l'uomo a Londra. Una volta lì gli hanno spiegato che riuscivano a guadagnare circa 50 mila dollari al mese e che SurfTheChannel era riuscito a generare un traffico di 400 mila visitatori al giorno. E questa era la prima parte del piano: accertare l'identità dei due ed assicurarsi che fossero i reali proprietari del portale.

A quel punto è scattata la fase successiva: entrare nell'abitazione della coppia ed accertarsi che fosse anche la base operativa. Per farlo MPAA e FACT hanno chiamato l'investigatore Paul Varley, che si è presentato ai Vickerman spacciandosi per un potenziale acquirente nell'abitazione dei due. Una volta entrato in casa, Varley ha scattato foto a tutte le attrezzature elettroniche presenti all'interno. Questo è bastato per far scattare il raid delle autorità.

Nonostante il materiale acquisito, gli inquirenti britannici decisero di non portare avanti il procedimento contro i due coniugi. Ma questo non ha fermato gli americani: lo scorso anno la MPAA, in collaborazione con le autorità statunitensi, si è preoccupata di rintracciare Brendan DeBeasi, un programmatore di Boston che era stato assunto dai coniugi Vickerman per aiutarli a mantenere in vita il sito con un compenso di 9.850 dollari.

Il giovane fu incriminato per cospirazione nella violazione di copyright - rischiava fino a 5 anni di carcere e una multa da 250 mila dollari - ma riuscì a raggiungere un accordo: il cambio del ritiro dell'accusa, DeBeasi accettò di pagare alla MPAA la somma di 9.850 dollari e di testimoniare nel processo inglese a carico dei due coniugi.

Ed eccoci al presente. Grazie al nuovo testimone, le autorità inglesi hanno deciso di riprendere il procedimento per Anton e Kelly Vickerman. Il processo è ancora in corso presso il tribunale di Newcastle e dovrebbe concludersi entro un mese: l'accusa sostiene che SurfTheChannel abbia facilitato la violazione del copyright e danneggiato pesantemente l'industria cinematografica, mentre la difesa sta puntando tutto sul fatto che i server si trovino in Svezia e che il sito non abbia quindi operato illegalmente secondo le leggi inglesi.

Difficile prevedere quale sarà il verdetto del tribunale. I due rischiano fino a 10 anni di carcere e se non fosse stato per l'ostinazione della MPAA, più agguerrita che mai contro la pirateria online, Anton e Kelly Vickerman non sarebbero mai arrivati al processo.

Via | TorrentFreak

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