Iran: banche ed università non potranno più rispondere a Gmail o altri servizi stranieri


Prosegue in Iran il tentativo di isolare il paese dall’influenza nefasta di Internet. Il piano del governo dovrebbe addirittura culminare con la creazione di un vero e proprio “Internet Iraniano”, basato su servizi autoctoni. L’ultima mossa è stata proibire a banche, assicurazioni, istituzioni finanziarie, compagnie di telefonia e università di intrattenere qualsiasi tipo di corrispondenza con utenti di servizi di mail stranieri.

Senza i servizi di mail stranieri gli utenti non possono proteggere le proprie informazioni personali dallo stato, che ha occhi dappertutto. Con questa mossa sono stati tagliati fuori provider ampiamente utilizzati come Gmail (che peraltro è già stato ufficialmente bloccato tempo fa), Yahoo ed Hotmail. Saranno validi esclusivamente servizi interni con indirizzi corrispondenti a iran.ir, post.ir e chmail.ir. Le università forniranno le proprie caselle ac.ir .ir, come anche il governo, limitato a .gov.ir e .ir. I siti governativi sono stati già tutti spostati su provider iraniani l’anno scorso.

La priorità è di impedire nuovi tumulti come quello verificatosi alla rielezione di Ahmadinejad nel 2009. Al giorno d’oggi i dissidenti si organizzano tramite Internet ed il regime sembra convinto di potersi mettere al sicuro ammutolendo le increspature superficiali del malcontento, tutto grazie ad una semplice crociata anti-Internet.

Uno degli argomenti più censurati dai filtri statali sono proprio i metodi per aggirare le misure di sicurezza - E chiunque abbia un PC ed un collegamento ad Internet all’interno di una dittatura rivolge la propria attenzione a mettersi al sicuro dall’occhio indiscreto del regime. Fortunatamente i metodi usati per censurare le ricerche sono decisamene rudimentali, al punto da aver oscurato la fatwa pronunciata dall’Ayatollah Khamenei contro i dispositivi usati per aggirare i filtri. Non sto scherzando: non solo un leader religioso si è preoccupato di dettare legge sui tool per violare la cortina di censura, ma nessuno ha potuto leggere le sue parole perchè automaticamente censurate, visto che parlavano di tali tool.

Foto | Flickr
Via | TheNextWeb | Techdirt

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