Twitter si oppone ad una citazione in giudizio: "difendiamo i diritti nei nostri utenti"

twitterlogoTwitter ha deciso di schierarsi pubblicamente in difesa dei suoi utenti ed ha presentato una mozione per chiedere al tribunale dello stato di New York di respingere l'ordine di consegnare i dati di uno dei suoi utenti, quelli di Malcolm Harris, uno dei 700 manifestati di Occupy Wall Street arrestati lo scorso primo ottobre durante l'occupazione del ponte di Brooklyn.

A gennaio il giudice Cyrus Vance aveva ordinato al colosso del microblogging di fornire tutti i dati di Harris in suo possesso - indirizzo email e tutti i tweet, inclusi quelli cancellati, relativi ai tre mesi precedenti l'arresto dell'uomo - e il mese scorso il giudice Matthew Sciarrino aveva dichiarato valido quell'ordine, confermando che i tweet possono essere oggetto di una citazione in giudizio e devono essere messi a disposizione delle autorità senza il bisogno di un mandato. Questo perché, scriveva il giudice, "vista l'autorizzazione data dall'imputato a Twitter per la pubblicazione dei messaggi, i tweet che ha pubblicato non sono più suoi".

Twitter, invece di consegnare i dati richiesti, ha preferito presentare una mozione contro quella citazione in giudizio, spiegando che la decisione del giudice è basata su un'informazione fondamentalmente scorretta: "i termini del servizio stabiliscono che gli utenti mantengono i diritti di ogni contenuto che presentano, pubblicano o manifestano su e attraverso Twitter". Quell'ordine, si legge nella mozione, priva gli utenti della possibilità di combattere per i propri diritti e per questo motivo deve essere respinto. L'ultima parola spetta ora al Tribunale di New York.

Via | CNET

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