Google+ obbligatorio per i Mi Piace su YouTube: la Rete insorge


Google ha scoperto che è veramente dura quando le celebrità ti si rivoltano contro: Will Wheaton e Neil Gaiman hanno espresso in modo estremamente esplicito il loro disaccordo nei riguardi della politica di espansione coatta di Google+ attraverso i servizi made in Mountain View.

Parliamo di celebrità “di culto”, certo. Will Wheaton è diventato famoso in modo molto controintuitivo: da giovane aveva la parte dell’insopportabile guardiamarina Weasley Crusher, che tutti odiavano, oggi invece ha un blog popolarissimo ed è un'icona geek. Neil Gaiman è l’autore di Sandman e di storie famose come American Gods, Coraline e Stardust - solo per citare le sue opere più fortunate. Se leggete queste righe molto probabilmente nè l’uno nè l’altro avevano bisogno di presentazioni.

La polemica è stata proprio innescata sul blog di Wheaton, dove è comparso ieri un lungo, accorato post estremamante colorito di imprecazioni, tutte rivolte a Google. Wheaton aveva infatti scoperto che non si poteva più mettere un Mi Piace su YouTube senza essere iscritti a Google+.

Will è un utente prolifico ed entusiasta di G+, vale la pena notarlo, inserito nelle Cerchie di 1,3 milioni di utenti. Quello che ha trovato irritante è l’atteggiamento oppressivo. Forzare gli utenti ad iscriversi al social network per poter godere degli altri servizi di proprietà di Google - è un colpo basso.

Business Insider ha fatto notare che la sensazione è praticamente la stessa di quella provata anni fa di fronte all’integrazione violenta tra Windows, Internet Explorer e MSN.com. Questa demoniaca, dittatoriale forzatura ha irritato innumerevoli utenti ed ha danneggiato la stessa Microsoft, che è sempre rimasta incapace di crearsi un business online. Che Google, la compagnia del “Don’t be evil”, segua le stesse orme è una triste ironia.

Neil Gaiman, che riprende lo sfogo di Wheaton sul proprio Tumblr, non è stato meno esplicito. Secondo lo scrittore "Google è capace di rivoluzionare il mondo con le proprie idee, ma in questo caso ha cercato di salire su un carrozzone, non di innovare. Ed è irritante." Tanto i post di Gaiman che di Wheaton sono stati ripresi, condivisi e retwittati da migliaia e migliaia di persone, che hanno dimostrato di essere completamente d'accordo.

L’idea di Google era di creare uno “strato” social su ogni cosa che fa l’azienda, ma gli utenti si sentono come imprigionati da una un’alga invadente. Invece di favorire la libertà di interazione e comunicazione, questo atteggiamento sembra costringere le persone a condividere i contenuti come e quando vuole Google, non secondo i propri desideri. Facebook ha avuto un grande successo proprio perchè si è promosso come un “giardino segreto”, circondato dall’illusione di alte mura. Sappiamo bene quanto questa visione sia fittizia, ma è stata sufficiente: dove un utente sembra volontariamente aderire a Facebook, Google+ sembra invece circondarlo dall’esterno.

Google+ si sta sviluppando in integrazione con gli altri servizi di Mountain View esattamente secondo i piani dell’azienda, che per una volta sta dimostrando molta fedeltà ad un suo progetto non proprio di successo. Purtroppo questo cieco avanzare invia alcuni messaggi profondamente sbagliati, contraddittori.

Via | Business Insider

  • shares
  • Mail
6 commenti Aggiorna
Ordina: