Scandalo Wi-Fi di Google Street View: l'Europa potrebbe riaprire l'indagine

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Non c'è pace per Google: la diatriba legale relativa allo scandalo della raccolta dei dati sensibili tramite le auto di Street View potrebbe non essersi ancora conclusa. Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha deciso di chiudere il caso e di non andare oltre nell'accusare Google di violazione del Wiretap Act, ma questo all'Europa non è andato giù e in queste ultime ore si fa sempre più concreta la possibilità che diversi regolatori locali della privacy - in particolare in Francia, Inghilterra e Germania - riaprano l'inchiesta e chiedano una punizione esemplare.

Se per la Federal Trade Commission non c'è stata alcuna violazione delle leggi statunitensi, lo stesso non si può dire per l'Europa. E a convincere gli organi regolatori inglesi e francesi a rivedere il caso sono stati alcuni particolari emersi dal rapporto diffuso proprio da Google sull'intera vicenda: nel 2007 e nel 2008 un ingegnere dell'azienda, Marius Milner, ha rivelato ai suoi colleghi che il software avrebbe raccolto i dati degli utenti connessi a reti Wi-Fi non protette. E' la conferma, da cui Google ha già preso le distanze, che la raccolta di quei 600 GB di dati personali - email, foto, cronologia web e password - era già stata anticipata e in nessun modo evitata.

La questione sarà discussa quanto prima nel corso di una convention che si terrà in Lussemburgo. Lo ha confermato in queste ore Jacob Kohnstamm, presidente del consiglio di amministrazione della Dutch Data Protection Authority: "Peter Fleischer ha specificato che si è trattato dell'errore di una singola persona che lavorava presso Google, ma a quanto pare non si trattò affatto di un errore. E' giunto il momento che le autorità di tutto il mondo per la protezione dei dati lavorino insieme per far in modo che l'azienda renda conto delle sue azioni.".

Via | New York Times

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