Festival del Giornalismo Perugia 2012 - Evgeny Morozov

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Oggi al Festival del Giornalismo di Perugia si è parlato di tecniche di dissidenza e repressione digitale. Insieme a Evgeny Morozov c'erano a discuterne Fabio Chiusi - ovvero IlNichilista - Giovanna Loccatelli e Fabio Pietrosanti. Siamo riusciti a scambiare qualche rapida battuta con Morozov, trovate tutto dopo il salto: ma prima del salto, un passo indietro.

Un passo indietro nel 2011, a quella primavera araba probabilmente non nata su Twitter e altri social media, ma su quei social media raccontata come nient'altro prima, da quei social media fatta conoscere al resto del mondo. Non un evento da poco: allo stesso tempo però non è che i regimi sotto attacco stessero con le mani in mano.

Le tecnologie di sorveglianza web sono infatti un ottimo business e un nuovo campo per abbattere la dissidenza. Un campo nel quale giocano anche società italianissime. Giovanna Loccatelli ha citato l'inchiesta di Bloomberg che portò allo scoperto il coinvolgimento della Area SpA [qui pezzo in italiano di Federico Guerrini se volete approfondire], ma non è sicuramente un caso isolato.

Un mondo nel quale verrebbe da chiedere a Morozov quale sia, al di là dei Paesi dove si combatte per abbattere un regime, il rischio maggiore: chi vuole controllare internet? Vediamo cosa ci ha risposto.

Oggi hai parlato del controllo della rete: qual è la tua più grande preoccupazione per il controllo della rete di domani?

Sono molto spaventato dalla cooperazione tra società private e agenzie governative, ogni giorno sempre di più agenzie come FBI o NSA vanno da Facebook o Google e gli chiedono dati, magari su un blogger, su un criminale, su qualunque cosa, e molto spesso quelle compagnie non se lo fanno dire due volte, gli danno anche più dati di quelli che necessitano. Questa collusione tra settore privato e pubblico mi preoccupa molto.

In questo tipo di sorveglianza ritieni ci siano differenze tra Usa ed Europa?
Rispetto agli Stati Uniti, in alcuni casi gli Stati europei hanno normative e regole più restrittive per chi deve indagare, ma le leggi cambiano di Stato in Stato, sarebbe necessario entrare nello specifico. In Germania per esempio ci fu un caso in cui una security agency utilizzò un trojan, è qualcosa che tendi a non aspettarti dalla Germania. [noi ne avevamo parlato qui]

Riguardo a come operano le agenzie prima spiegavi che negli Usa qualcosa è cambiato: ora per le intercettazioni è tutto più semplice

Hanno ancora bisogno di un mandato, ma quel che cercavo di spiegare nel mio speech è che l'accesso per agenzie come l'FBI ai dati che riguardano i sospetti è stato automatizzato, ed è un po' più user friendly rispetto al passato, quando era complicato, c'erano da riempire dei moduli e mettersi ad aspettare. Oggi società come Verizon e AT&T hanno messo in piedi siti e portali dove le agenzie possono loggarsi e prendere i dati di cui hanno bisogno in maniera rapida ed efficiente.

Sempre nel tuo speech dicevi dei tre ambienti dove la nostra privacy è a rischio: l'ambiente mobile, i social media e Google. Dove dovremmo fare più attenzione?
Direi che tutti e tre presentano problematiche complesse, ma tenderei a concentrare l'attenzione sul mondo mobile, perché sempre più persone accedono sia ai social network che a Google da quel tipo di collegamento: e lo fanno da un device che contiene feature di geolocalizzazione. In questo modo è facile scoprire dove sia una persona, c'è un livello in più (di rischio per la nostra privacy, ndr) con la quel tipo di geolocalizzazione.

Concludendo il tuo intervento hai citato una tecnologia di Facebook, il facial recognition, come esempio di travaso tecnologico dal settore pubblico al settore privato. Puoi spiegarci meglio?
È accaduto che tecnologie elaborate dopo l'undici settembre allo scopo di combattere il terrorismo siano nate nel sttore pubblico e in seguito siano finite nelle mani del settore privato, nella Silicon Valley. Dobbiamo fare molta attenzione sia ai modelli di business dominanti nella Silicon Valley, sia ai tipi di tecnologia e al modo in cui vengono adottati. E cercare di capire in che modo e perché gli snodi fondamentali del business, cioè Google e Facebook raccolgano dati su di noi. Non possiamo sapere che governi e quali agenzie domani potranno utilizzarli.

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