Festival del Giornalismo Perugia 2012 - Geek Nation, il boom tecnologico dell'India

geek nation sainiMercoledì 25 aprile è partito il Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia 2012: Blogo e Blogosfere - con Valeria Gentile di Reporters - seguiranno vari incontri da oggi fino a domenica. Ieri abbiamo ascoltato Angela Saini, autrice di Geek Nation - volume ancora non tradotto in italiano - che racconta l'ascesa dell'India nell'olimpo tecnologico.

Un'ascesa che oggi ha generato un gigante dell'IT, un Paese di ingegneri informatici, di programmatori, di geek, e non solo. Un Paese l'India, che è la più grande democrazia del pianeta, e che dagli anni cinquanta a oggi è riuscita a costruire un sistema educativo che però forma, scrive PD Smith sul Guardian "più droni, che smanettoni creativi".

Angela parte da lontano: e parte da Nehru, primo ministro indiano degli anni sessanta: che in uno Stato ancora largamente sottosviluppato spinge affinché la scolarizzazione degli indiani passi anche e soprattutto dalle materie scientifiche. Un Paese che lancia il suo programma spaziale lo stesso giorno in cui Armstrong mette piede sulla Luna.

Col senno di poi avrà ragione Nehru: ma la storia in realtà parte ancora da prima. Da almeno tremila anni fa...

I numeri che chiamiamo per convenzione arabi sono in realtà indiani. Passarono dall'India tra il 400 a.C. e il 400 d.C. a matematici arabi, che a loro volta "contagiarono" l'occidente. Ma quello della paternità attribuita agli arabi della numerazione è un piccolo falso storico. Un imprinting, quello tra India e numeri che rimane sottotraccia per secoli, fino a deflagrare negli anni sessanta del secolo scorso.

Spiega Angela

"Gli anni sessanta furono un'epoca di grandi cambiamenti tecnologici, e la gente aveva una enorme fiducia in quel tipo di sviluppo. Era rimasta sbalordita dalla corsa allo spazio tra Usa e Urss, e il programma spaziale indiano era partito lo stesso giorno dell'allunaggio. Tutti dicevano che il Paese era troppo povero per un obiettivo simile"

E di sicuro in quell'epoca lo era. Non che oggi, malgrado i passi avanti siano enormi, l'India sia un paese che ha risolto ogni problema: malgrado la crescita impressionante, l'inserimento nei BRIC, lo sviluppo impetuoso, gli indicatori economici non sono tutto. Povertà e malnutrizione non sono sconfitti.

Per Angela Saini c'è stato un turning point per l'IT indiano in occasione del millennium bug, quando le società di IT indiane riuscirono a togliere le castagne dal fuoco a buona parte del mondo occidentale, preoccupato che allo scoccare del 1° gennaio 2000 potesse succedere chissà che. Strano ma vero: a quel punto società nate magari già venti, venticinque anni prima erano mature.

Le capacità di collegamento della rete hanno fatto il resto. La geekiness indiana per Angela si puà riassumere in tre parole "passion, intelligence e creativity", ma la lode delle magnifiche sorti e progressive di un paese che riesce in una maniera straordinaria a tenere insieme fede e scienza, con tecnici che prima del lancio "Pregano un razzo in miniatura al tempio" è fin troppo rosea.

C'è un lato oscuro nello sviluppo tecnologico indiano: l'introduzione del più grande sistema di biometric id, di carta di identità biometrica del mondo, con impronte digitali e scansioni dell'occhio, fa pensare molti europei a un Grande Fratello terrificante [qui pezzo in inglese della BBC per approfondire]. "A fin di bene" dice il governo, ma oltre un miliardo di persone schedate, che va bene, prima non avevano un'identità, e non potevano accedere a nulla. Ma è un problema per gli indiani? Secondo Angela Saini no. Anzi: "Quel tipo di carta permette di accedere ai servizi sociali, sono soprattutto i poveri a volerla".

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