Il Kopimism sbarca in USA: la religione dei pirati cerca il riconoscimento ufficiale


Il Kopimism, di cui abbiamo già abbondantemente parlato, si sta diffondendo con quieta risolutezza in tutto l’orbe terracqueo, raggiungendo ora 18 paesi. In alcuni di essi il riconoscimento statale vero e proprio è impossibile, ma potrebbe ben avverarsi a breve in USA - Una terra di libertà religiosa in cui il file sharing viene però punito con violenza.

Come già sappiamo, il dogma centrale del Kopimism è la sacralità della condivisione di ogni genere di informazione, nata dalla consapevolezza che tutta la via sorge grazie ad un processo di copia e remix dei geni. In un articolo anche troppo serioso U.S. News elenca i “rituali sacri” ed i segni del Ctrl-C/Ctrl-V che caratterizzano questa religione, che richiama ormai migliaia di seguaci.

Hacktivisti, sciamani tecnologici, burloni, liberali, semplici passanti potrebbero essere kopimisti. Talvolta senza neppure saperlo - c’è chi dice che basta avere Vuze o µTorrent attivi per essere consacrati, dopo tutto. Il braccio americano della religione si è registrato in Illinois, capeggiato da Christopher Carmean, uno studente di 25 anni. La fascia demografica è, alla fine dei conti, per forza quella.

Tanto U.S. News quanto decine di commenti di Reddit esprimono un dubbio paradossale, per quanto legittimo ed interessante: se il Kopimism fosse riconosciuto come religione dallo stato, allora essere citati in giudizio per filesharing illegale diventerebbe una forma di persecuzione religiosa?

Difficile convincere una corte di giustizia della serietà del proprio credo, anzi, quasi impossibile. Secondo il giovane Carmean, poi, sarebbe moralmente sbagliato “esprimere un argomento legale durante una discussione sui credo religiosi”. Di diverso avviso è Richard Falkvinge, ex leader del Partito dei Pirati svedese, che ha scritto un accorato richiamo a favore dell’uso di una religione allo scopo di influenzare la legge. Un comportamento legittimo, ma anche un atto logico, dovuto, per chi la professa.

Se rimaniamo in America, i Rastafariani ed alcune tribù di nativi americani hanno il diritto di detenere ed usare certe sostanze stupefacenti per usi rituali. Per fare un altro esempio, citato anche da Falkvinge e forse un po’ meno “caso limite” per la nostra sensibilità, in molti ordinamenti non è possibile portare come prova in tribunale delle conversazioni carpite in segreto durante il sacramento della Confessione.

Sarebbe davvero affascinante vedere un tribunale americano costretto a fronteggiare un imputato accusato di pirateria informatica che denuncia di essere vittima di una persecuzione religiosa. Lui, dopo tutto, avrebbe semplicemente celebrato un rito sacro.

Via | U.S. News | Reddit | Falkvinge.net

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