Gestivano un traffico di stupefacenti tramite il network TOR: arrestati


Non erano poi così anonimi: sono stati arrestati 8 uomini tra Sudamerica ed Olanda perchè coinvolti in un traffico di stupefacenti online, supportato da un intelligente sistema di vendita segreta basato sul famoso network protettore della privacy, TOR.

Si chiamava Farmer’s Market, ed era uno store online non dissimile da Amazon, in cui gli utenti potevano acquistare Extasy, LSD, funghetti e ovviamente ogni forma possibile di sostanze contenenti THC. I metodi di pagamento coinvolgevano PayPal, Western Union e -sembra- Bitcoin. I malviventi sono stati accusati anche di riciclaggio del denaro sporco, il che implica un’operazione finanziaria piuttosto complessa, necessaria per mettere mano al danaro disperdendo le proprie tracce.

Gli arresti sono il frutto di 2 anni di lavoro, ma finora non è stato spiegato come sia stato possibile riconoscere ed individuare i responsabili del traffico illegale, dati i mezzi alquanto sofisticati usati per rendere l'attività anonima. Viene citato dagli inquirenti uno scambio di mail risalente al 2006, che dà un’idea di come l’operazione sia stata frutto di attenta pianificazione.

C’era una complessa rete di fornitori e le comunicazioni avvenivano tramite un sistema di messaggistica interno al sito web. Più un’organizzazione diventa sviluppata, più è facile trovare una falla, ed è molto probabile che sia stata qualche indiscrezione ed almeno un tradimento dall’interno a far crollare Farmer’s Market.

C’è da dire che non fa sensazione il volume delle vendite, tutto sommato un traffico ridotto che dal 2007 al 2009 ha fatto guadagnare ai gestori circa un milione di dollari. Lo stupore è tutto per la novità dell’idea e l’ingegno dei creatori, che non danno l’idea di essere dei normali membri della malavita organizzata.

Gli arresti sono avvenuti in tutto il mondo: Olanda, Colombia, Stati Uniti e UK. Alcuni o addirittura tutti gli indiziati rischiano il carcere a vita, almeno se dovessero essere processati in USA. Nel corso dell’operazione è stata anche sequestrata una certa quantità di stupefacenti, anche se non quella che ci si potrebbe aspettare, pur essendo comprese nel novero alcune coltivazioni indoor di funghi e cannabis.

Foto | Flickr
Via | Ars Technica

  • shares
  • Mail
2 commenti Aggiorna
Ordina: