I grandi timori del web all'acquisto di Instagram da parte di Facebook

Instagram bought

Nel momento in cui è trapelata la notizia del miliardario acquisto di Instagram da parte di Facebook, la reazione più comune è stato il panico.

Instagram è cresciuto con una velocità inaudita: ci sono oltre 30 milioni di utenti su iPhone e il giorno in cui l’app è diventata disponibile su Android un milione di apparecchi l’hanno subito installata. Questa moltitudine non la usa soltanto come “un’altra app”, ma si connette ed interagisce tramite alcune fantastiche funzioni social. Anzi, le cose vanno dette come stanno: Instagram è il primo vero social network mobile - un social network che ora trema per il proprio futuro.

Christina Warren ha espresso apertamente quello che la “mente collettiva” di Twitter non fa che ripetere da quando si è saputo: “Caro Facebook, per favore non rovinare Instagram”. Sentirete da più parti echeggiare questa preoccupazione. L’utente medio di Instagram è un po’ modaiolo ed apprezza l’aura di esclusività di questa app - E non esita ad esprimere la propria opinione con forza. Ma Instagram è davvero in pericolo?

La preoccupazione principale è che Facebook faccia ad Instagram quello che ha fatto con FriendFeed, Hot Potato e Gowalla - Acquistare, assumere il personale, assorbire le funzioni del servizio e chiudere tutto più o meno rapidamente. Personalmente non ritengo che possa accadere. I circa 33 milioni di Instagram sono pochi di fronte ai numeri oceanici di Facebook, certo, ma sono posizionati strategicamente nel mondo mobile ed in quello delle foto. Si tratta di due mercati in cui il social network ha problemi grossi di ristagno e mancato sviluppo.

La seconda preoccupazione è quella che Instagram “perda sè stesso”, vedendo l’affiatato team dell’app sostituito o assorbito nella grande macchina che è Facebook, oppure che il social network inizi ad assorbire funzioni o pretendere che gli utenti accedano al servizio tramite esso. Anche qui è difficile prevedere un attentato allo status quo: per Facebook ha molto più senso mantenere separati i team come Google ha fatto con YouTube. E ad Instagram fa decisamente comodo poter chiamare in soccorso gli esperti del nuovo “fratello maggiore”.

Un altro timore è quello di vedere la giovane app perdere di vista le ragioni del proprio successo: la concentrazione su una batteria di feature molto semplici e focalizzate ed una grande comunità che si sente contraddistinta e speciale. Se Instagram si fa “drogare” dalle possibilità offerte dai mezzi letteralmente infiniti di Facebook, potrebbe rovinarsi con le proprie stesse mani: l’app è di successo proprio perchè è unicamente mobile, perchè geotagga creando delle cartoline virtuali in un click, perchè non integra troppe opzioni come enormi album di anonime foto, video, download locali, collage, panorami. Aggiungere possibilità in modo incontrollato significa trasformare Instagram in un’app generalista, uccidendone il fascino.

Il quarto “incubo” è il solito: la paura di Facebook, l’acquisizione costante di dati su di noi, sulla nostra vita. Su questo timore, come è naturale, si ironizza già parecchio, ma l'ironia è marcatamente scaramantica e la minaccia alla privacy molto realistica. Instagram è bello proprio perchè è volontario. Non ci sono tag automatici, condivisioni continue, è emotivo e creativo. Instagram consente di condividere un’immagine di noi per come vogliamo apparire, mentre Facebook è un riflettore puntato sulla nostra vita.

Lo stesso Mark Zuckerberg ha anticipato i timori degli utenti, e nel messaggio con cui ha reso pubblica l’acquisizione ha ribadito l’unicità di questa operazione - Ed anche il fatto che Instagram resterà indipendente. Questo è di sicuro il sentiero migliore per fare in modo che l’app continui a svilupparsi e porti un contributo sano a Facebook. Il ragionamento fila anche se prendiamo in considerazione un’analisi interessante della faccenda vista da un punto di vista finanziario: Facebook era (ed è) spaventato a morte da Instagram.

Google+ ha fallito miseramente col supporto di una corporation gigantesca, mentre Instagram ha iniziato a scalare con successo il mercato che ora come ora è più importante, il mondo mobile. Ce l’ha fatta senza l’aiuto di nessuno, con un team di 13 persone, surclassando e superando dal punto di vista tecnico e addirittura social l’app mobile di Facebook. Instagram ha attraversato da iOS ad Android senza un problema, facendo il botto, guadagnando milioni di utenti giorno dopo giorno proprio dove Facebook è inetto. Come se non bastasse, alla fine della scorsa settimana ha anche ricavato 50 milioni in finanziamenti. Instagram non era solo un programmino interessante, era un competitore.

Qui il panico vero non è quello degli utenti preoccupati, ma quello di un Facebook che ha dovuto forzare la mano ed agire proprio ora, prima di entrare pubblicamente in borsa, piuttosto di rischiare una possibile asta al rialzo con Google o altri acquirenti. I nemici è meglio tenerli vicini, certo, e farli lavorare per noi con un portafoglio d’oro è un’ottima idea. In futuro ci sarà sicuramente un’integrazione crescente con i servizi di Facebook, ma è molto probabile che Mark Zuckerberg & Co. lascino progredire le cose naturalmente, senza forzature e senza innervosire gli utenti.

Foto | Sean Percival @ Twitter
Via | Fortune | L. A. Times | Techcrunch

  • shares
  • Mail
2 commenti Aggiorna
Ordina: