Il porno su Internet è ancora una gallina dalle uova d'oro?

Anche se è diventato uno degli emblemi dei luoghi comuni su Internet e porno, per sapere che da sempre il materiale per adulti è il "motore" della rete non c'è bisogno di scomodare il sempre divertente video che vedete qui aopra, realizzato con World of Warcraft. Eppure, negli ultimi anni, anche l'industria pornografica ha iniziato a lamentarsi per una crisi che potrebbe decretare la fine della sua golden age su Internet. L'avvento della banda larga, i video in streaming e la pirateria sono solo alcuni dei fattori che sembrano aver decretato la discesa nei guadagni, combinati all'avvento di altri modi per guadagnare: basti pensare ai ricavi degli store online o dei giochi tramite Facebook, più "etici" rispetto alla pornografia e per questo preferiti da molti investitori.

Ma qual è la vera situazione dell'industria pornografica? Ce lo dice un articolo pubblicato dal Time, che prova a effettuare due conti sull'industria dopo la rinuncia di Goldman Sachs d'investire in Village Voice Media, a causa dei legami di quest'ultima con Backpage.com, luogo dove le cosiddette escort (come ormai ben sappiamo, non si tratta di automobili) possono "pubblicizzarsi" e scambiare messaggi piccanti, al punto da essere definito il "più grande forum di traffico sessuale per minori degli Stati Uniti". Parlando proprio di Backpage.com, quali sono i suoi guadagni con questa attività di "pubblicità per prostitute"? Il conto sembrerebbe fermarsi a 26 milioni di dollari negli ultimi dodici mesi, accompagnato da quello relativo alla somma tra Eros.com e MyRedBook.com, pari a 10,6 milioni.

Al di là della prostituzione, illegale in molte nazioni, quello del porno vero e proprio è naturalmente il maggior campo d'affari nel genere "per adulti" online: i numeri sembrano essere però esagerati, così come sembrano esagerati i dati riportati da Wikipedia, dove si parla di profitti per il porno maggiori rispetto a quelli di Microsoft, Google, Amazon, eBay, Yahoo, Apple e Netflix messi insieme. Molto probabilmente sbagliato, perché se da una stima dell'Adult Video Network i ricavi del porno negli USA sarebbero stati fino a qualche anno fa pari a 2,8 miliardi, la sola Microsoft ha dalla sua i 20 e passa miliardi dell'ultimo quarto fiscale.

Quasi 3 miliardi di dollari non sono sicuramente noccioline, eppure per il porno come dicevamo l'età dell'oro su Internet potrebbe essere molto vicina alla fine, al punto da far sbilanciare la CNBC che ha visto un vero e proprio orlo del precipizio nel 2012 per l'intera industria, a causa dei guadagni provenienti dai film ormai sempre più ridotti per via della pirateria e del contenuto gratuito sulla stessa rete.

Da annotare anche le affermazioni di uno dei veterani dell'industria, Michael Stabile, ai microfoni di Salon.com sul porno nel 2002:

"Tutti facevano soldi. Le startup Internet iniziavano a inserire streaming video, e potevi ancora vendere DVD tutto il giorno. Centinaia di nuove società venivano fuori, come funghi dopo una pioggia."

Che nel 2002 si fosse una società dedicata alla rete o a vendere DVD, il "porno facile" su Internet ha dato una mazzata a entrambe le attività, almeno per chi continua a concepire i contenuti per adulti nella vecchia maniera. Esiste quindi una futura gallina dalle uova d'oro per il porno? Secondo Stabile sì, e si tratta delle livechat via webcam sempre più diffuse sulla rete, in grado di generare (a suo dire) circa 2 miliardi di ricavi all'anno - da sole.

Trovare il perché è facile: a differenza del porno tradizionale, gli show tramite webcam non conoscono pirateria e offrono un livello d'interazione del tutto inedito, anche se dai costi di realizzazione non proprio banali. Ci sarà quindi sempre bisogno di un Goldman Sachs (o chi per loro) per mandare avanti la baracca.

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