La EMI straccia l'accordo con Grooveshark e prova a recuperare i soldi in tribunale

il logo di groovesharkNuovo capitolo della diatriba legale che vede coinvolti la EMI Music e Grooveshark, il servizio di streaming musicale gratuito già citato in giudizio da Universal Music Group, Sony Music Entertainment e Warner Music Group per l'upload illegale di brani musicali messi gratuitamente a disposizione degli utenti. La EMI, l'unica major ad aver stretto un accordo con Escape Media Group Inc., il gruppo proprietario di Grooveshark, ha fatto un passo indietro ed ha stracciato quell'accordo.

Il motivo è presto detto: l'azienda si era impegnata a versare alla EMI Music una somma di 450 mila dollari in cambio dei diritti ad utilizzare il catalogo della Capital Records, di proprietà della casa discografica inglese. Quei soldi però non sono mai arrivati e nemmeno l'aver già portato in tribunale Grooveshark per violazione del contratto è servito a recuperare quelle somme. Ora la EMI, dopo l'ennesima scadenza non rispettata, ha deciso di stacciare l'accordo con Escape Media Group e di portare nuovamente l'azienda in tribunale.

E questa era la versione dei fatti fornita da EMI Music. Dal punto di vista di Grooveshark le cose sono andate in maniera un po' diversa: la decisione di sciogliere il contratto è stata presa da Escape Media "a causa delle insostenibili percentuali sullo streaming richieste da EMI e anche in vista della sua imminente associazione con la Universal Music Group, che noi consideriamo a carattere monopolista e in violazione delle leggi antitrust".

Grooveshark ha anche respinto le accuse mosse dalla EMI, sostenendo che aver già versato alla casa discografica, ad oggi, ben 2.6 milioni di dollari. Come al solito l'azienda si è detta pronta a difendersi in tribunale, "e nonostante questo il nostro impegno nei confronti degli artisti e dei detentori di copyright rimane invariato".

Via | CNET

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