USA, la FCC uccide la Net Neutrality: cosa succederà ora?

La Net Neutrality, almeno per ora, è morta. Ieri, con tre voti a favore e due contrari, la Federal Communications Commission degli Stati Uniti (FCC) ha approvato una misura che rimuove alcune delle regole più rigide della Net Neutrality, approvata appena due anni fa con grande gioia dei milioni di sostenitori di una rete libera.

Ieri, però, la FCC ha cancellato l'ottimo lavoro svolto due anni fa e, cancellando quelle rigide regole, ha di fatto dato il via alla possibilità per gli internet service provider di creare delle corsie di preferenze per determinati contenuti a discapito di altri.

Chi fornisce servizi internet negli Stati Uniti potrà così decidere di bloccare alcuni contenuti, magari chiedendo gli utenti di pagare per sbloccarli, ma anche rallentarne o velocizzarne altri a proprio piacere. Facciamo un esempio più concreto: se un ISP è proprietario di un servizio di streaming potrebbe decidere di limitare in qualche modo l'accesso ai servizi concorrenti per i propri utenti, così da spingerli ad utilizzare il proprio.

O, ancora, un ISP proprietario di un network di informazione potrebbe privilegiare l'accesso allo stesso a discapito di un network concorrente, veicolando di fatto un determinato tipo di notizie e di informazione. La situazione, in definitiva, è piuttosto grave e la preoccupazione di tutti alla luce di questo cambiamento è assolutamente fondata.

L'unica regola che gli ISP dovranno rispettare è l'annuncio pubblico delle azioni che vorranno intraprendere. Se, ad esempio, un ISP deciderà di privilegiare un proprio network a discapito di altri, non dovrà far altro che annunciare l'intenzione di farlo, dando così la possibilità agli utenti di cambiare provider, e procedere senza che nessuno provi a fermarlo.

(L-R) Commissioner Mignon Clyburn, FCC Chairman Ajit Pai and commissioner Michael O'Rielly listen during a hearing at the Federal Communications Commission for a vote to repeal Net Neutrality protections on December 14, 2017 in Washington, DC. / AFP PHOTO / Brendan Smialowski        (Photo credit should read BRENDAN SMIALOWSKI/AFP/Getty Images)

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