Google: ancora una segnalazione alla Federal Trade Commission contro la nuova policy

Non è la prima volta che vi parliamo del malcontento generato dall'annuncio dell'ormai imminente unificazione delle politiche sulla privacy di Google (diventerà effettiva dal prossimo 1 marzo): dopo le proteste degli utenti, la richiesta di controllo fatta dall’Electronic Privacy Information Center (EPIC) e le indagini avviate dall’Unione Europea e dalla Korea Communications Commission (KCC), stavolta è il Center for Digital Democracy (CDD) a chiedere alla Federal Trade Commission di fare degli accertamenti.

La segnalazione ufficiale è arrivata ieri: la CDD sostiene che la modifica annunciata da Google violi l'accordo sulla privacy raggiunto lo scorso anno proprio tra l'azienda di Mountain View e la (FTC), accordo che, lo ricorderete, prevedeva l'impegno da parte di Google a non diffondere i dati degli utenti senza il loro consenso esplicito. La vera ragione di questo cambiamento, afferma il CDD, non è quella dichiarata da Google - miglior esperienza per gli utenti e maggior controllo su come le loro informazioni personali vengono gestite - ma che si tratti soltanto di una mossa per favorire gli inserzionisti.

In particolare, Google non ha informato gli utenti che il nuovo regime della privacy è basato sulle necessità del proprio business: competere con Facebook nell'accrescere la sua capacità di tracciare profili degli utenti e personalizzare gli annunci; raccogliere, integrare ed utilizzare le informazioni degli utenti per espandere la ricerca sociale e le attività di mobile marketing… e più in generale di espandere le operazioni del suo DoubleClick.



Google

, come al solito, ha risposto alla segnalazione con ribadendo quanto già espresso in più occasioni: "questo aggiornamento renderà più facile capire il nostro impegno sulla privacy ed abbiamo compiuto lo sforzo più intensivo nella storia di Google per assicurarci che tutti gli utenti fossero informati circa questi cambiamenti".

Non è chiaro cosa succederà a seguito di questo ennesimo reclamo, ma è facile immaginare che si concluderà come quello presentato da EPIC. La causa intentata dal gruppo contro la Federal Trade Commission nel tentativo di costringerla ad intervenire nei confronti di Google e bloccare così l'unificazione delle politiche sulla privacy si è conclusa, per ora, con un nulla di fatto: la FTC ha chiesto alla corte federale di Washington di chiudere il caso perché gruppi come EPIC non possono per Legge interferire in alcun modo con le indagini condotti dalla Federal Trade Commission.

Via | Cnet

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