Fluent, il nuovo progetto indipendente dei creatori di Google Wave

Un gruppo di tre designer australiani ha constatato che il mercato delle mail ristagna ed è ora di cambiare pagina e presentare le informazioni in modo innovativo. E questi tre sono degli esperti nel campo: appartenevano al progetto Google Wave.

Dopo sei mesi il loro progetto, Fluent, è quasi completo. Si tratta di un servizio che trasforma in uno “stream” in tempo reale la vostra mail. Basato su Gmail, consente di rispondere ai messaggi come nelle chat, organizzandoli in una gerarchia facile da comprendere visivamente. Gli allegati poi sono automaticamente integrati in un motore di visualizzazione, per una rapida scorsa o un’analisi più accurata.

Cosa ancora migliore, i contenuti delle mail verranno visualizzati in un riquadro in sovraimpressione come le condivisioni di facebook, e quindi non interromperanno la navigazione delle mail. Anche la ricerca sarà integrata in modo fluido, e offrirà i risultati in tempo reale. Sarà anche possibile tenere sotto controllo più account di Gmail contemporaneamente, ed avere la Posta in Arrivo sempre sotto agli occhi.

Il concetto è certamente affascinante, bello da vedere e cosa che conta anche più, ergonomico. Proprio su questi punti i tre australiani, Cameron Adams, Dhanji Prasanna e Jochen Bekmann, si sentivano pesci fuor d’acqua a Google. Per prima cosa erano australiani e distaccati all’ufficio di Sydney, e quindi tagliati fuori dalle decisioni in virtù della distanza. Qualsiasi cosa facessero veniva ridimensionata quasi fisiologicamente. In secondo luogo erano designer in una cultura aziendale che favorisce gli ingegneri. Le loro idee erano sempre giudicate eccezionali e lodate ma poi eliminate perchè poco familiari. Il problema di Google è sempre stato quello di manifestare un grandissimo entusiasmo per i prodotti nuovi, ma di una scarsa pazienza e capacità di affrontare il periodo di difficoltà iniziali con un prodotto innovativo.

Google Wave, infatti, è stato cancellato nonostante le grandi idee che venivano messe in pratica e testate, e dopo quel fallimento in parte imputabile alla dirigenza, Adams e Prasanna non si sono più trovati a loro agio. Dopo aver lasciato Google ed iniziato il lavoro su Fluent, hanno chiamato anche Bekmann, che lavorava con uguale frustrazione a Google Maps. Se questo nuovo servizio avrà successo lo giudicherà il pubblico, per il momento la sua beta sembra sulla buona strada, anche se ancora un po’ troppo complicata e caotica nell’interfaccia grafica.

Via | Sydney Morning Herald

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