Tumblr: molto più complesso da gestire di Twitter


Tumblr non è certo un servizio di primo pelo ed ha un curriculum costellato di successi, che parlano di costante espansione. Cliccato 15 miliardi di volte al mese, i suoi mille server macinano 3TB di dati immagazzinati al giorno.

Tumblr è un ibrido tra un social network ed un software di blogging, tanto concettualmente quanto praticamente. Il volume di utenti significa che un singolo post in media viene caricato da molte centinaia di persone (il sistema dei follower entra qui in gioco). Al contrario dei blog normali gli aggiornamenti di una dashboard di Tumble sono continui, a pioggia, come in una timeline di Twitter. Centinaia di persone formano rapporti con altrettanti utenti, e non postano solo link o brevi messaggi ma contenuti di grosse dimensioni, video, immagini, articoli, che tengono sul sito gli altri utenti per ore ed ore.

Tumblr cresce, e lo fa con ferocia esplosiva. Parliamo di incrementi di 30% al mese, 500 milioni di page views al giorno, anche 40k richieste al secondo. Come fare a gestire questi numeri? Dopo tutto Tumblr è passato da un umile startup con 4 tecnici a una "ciurma" di 20 ingegneri che lavorano continuamente per “salvare” il network dalla sua crescita geometrica. 20 persone in realtà sono sufficienti per trovare soluzioni intelligenti, ed è esattamente quello che è successo.

Il team ha lavorato alacremente, cercando a New York (dove c'è il suo quartier generale) la gente migliore, quelli che sono capaci di risolvere i problemi informatici della "scalability", spostando tutti i dati su server Amazon e automatizzando in modo incredibile il network. Un’impresa non da poco, ma allo stesso tempo dai costi di gestione incredibili. Per tenere in piedi Tumblr, infatti, le voci calcolano una spesa di vari milioni di dollari al mese.

Finora l’intera “macchina” è sostenuta dai finanziatori, senza un modello commerciale vero e proprio. Nessuna pubblicità “sporca” le dashboard degli utenti. Il massimo che si può pagare su Tumblr è un servizio di “highlight” dei post, che costa $1 per una specie di “adesivo” virtuale per evidenziare i vostri contenuti. Sono molto curioso di constatare come procederà questa evoluzione tecnica tanto originale e volenterosa, soprattutto nel clima newyorkese, così diverso da Silicon Valley.

Via | HighScalability | VentureBeat

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