Google risponde all'attacco di Microsoft: miti vs. fatti

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C'era da aspettarselo, era solo questione di ore prima che Google decidesse di rispondere alla campagna pubblicitaria lanciata da Microsoft contro l'azienda di Mountain View. La replica è arrivata tramite un post firmato da Betsy Masiello, Policy Manager presso Google, e va a smontare alcune delle affermazioni fatte da Microsoft e cerca di chiarire ancora una volta la questione dell'unificazione delle politiche sulla privacy annunciata giorni fa.

Mito: nel 2011 Google ha fatto 36 miliardi di dollari vendendo informazioni sugli utenti come te [Fairsearch - PDF]
Fatto: Google non vende, scambia o affitta informazioni identificabili degli utenti. Gli annunci degli inserzionisti sono legati alle chiavi di ricerca o ad altri servizi basati su dati anonimi, come la vostra ubicazione o un sito internet che avete vistato.

Mito: i cambiamenti alla politica sulla privacy di Google rendono più difficile per gli utenti mantenere il controllo delle loro informazioni personali [Microsoft]
Fatto: il controllo della privacy non è cambiato. Punto. I nostri utenti possono: modificare o cancellare la loro cronologia di ricerca; modificare o eliminare la cronologia delle visualizzazioni su YouTube; usare molti dei nostri servizi da loggati o meno; usare Google Dashboard e il nostro Ads Preferences Manager per vedere i dati che abbiamo raccolto e gestire il modo in cui vengono utilizzati.

Mito: Google sta cambiando la politica sulla privacy per aumentare il valore dei dati raccolti per gli inserzionisti [Microsoft]
Fatto: la stragrande maggioranza della personalizzazione che Google fa dei suoi prodotti non è collega agli annunci pubblicitari, è fatta per fornire agli utenti servizi migliori. Oggi un utente loggato può immediatamente aggiungere un evento nel proprio Calendario quando un messaggio in Gmail sembra relativo ad un appuntamento, o leggere i documenti di Google Docs direttamente dalla mail.

Mito: Google legge le tue email [Microsoft]
Fatto: Nessuno legge le tue email oltre te. Come la maggior parte dei provider di posta elettronica, i nostri computer scansionano i messaggi per liberarsi di spam e malware, così come per mostrare annunci che potrebbero essere rivelanti per te.

Se quanto letto finora si è limitato a smentire le dichiarazioni di Microsoft, l'ultimo punto è un'attacco diretto all'azienda e, in particolare, alle sue politiche sulla privacy.

Mito: l'approccio di Microsoft alla privacy è migliore di quello di Google [Microsoft]
Fatto: noi non diamo giudizi sulle politiche o suoi controlli di altri. Ma la nostra Privacy Dashboard all'avanguardia nel settore, Ads Preferences Manager e i tentativi di data liberation vi permettono di capire e controllare le informazioni che raccogliamo e come le utilizziamo. E abbiamo semplificato la nostra politica sulla privacy proprio per rendere più facile questa comprensione. Da Microsfot non c'è alcun tentativo di data liberation, né un hub come Dashboard per gli utenti. Le loro politiche sulla privacy affermano che "le informazioni raccolte grazie ad un servizio di Microsoft possono essere combinate con le informazioni raccolte attraverso altri servizi di Microsoft".

Come a dire, in quest'ultimo caso, che il bue dà del cornuto all'asino. Il post, inoltre, si conclude con un'ultima stoccata a Microsoft: "è meglio concentrarsi sui proprio utenti anziché attaccare negativamente le altre aziende. Da adesso in poi!"

Via | Google Public Policy Blog
Foto | Gadgetoz

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