Il boss della EMI contro il SOPA: "non è quello il modo corretto di agire"

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La Recording Industry Association of America (RIAA), per ovvi motivi, è tra i principali sostenitori dello Stop Online Privacy Piracy Act (SOPA) e del Protect IP Act (PIPA), le due norme statunitensi al momento bloccate dal Congresso a seguito delle proteste. Non tutti i boss dell'industria discografica, però, si trovano d'accordo con le misure proposte dalle due norme. Tra questi c'è Craig Davis, Vice President of Urban Promotions alla EMI, che si è schierato pubblicamente contro i metodi per contrastare la pirateria che sono alla base del SOPA e del PIPA.

Personalmente credo che i metodi usati siano scorretti. Tutto quello che farebbero sarebbe creare problemi a tutti. E' vero, la pirateria è un problema, ma credo che la chiave per risolvere la questione non sia la legislazione, ma l'innovazione. Cose come Spotify possono essere di grande aiuto per questo problema.

Il discorso di Davis si riallaccia a quello fatto poche settimane fa da Gabe Newell, boss di Valve, secondo il quale è necessario "creare un servizio che abbia più valore di quello dei pirati". Davis sostiene di trovarsi d'accordo con Newell: "E' un problema di servizio, non di soldi. Le vendite di concerti e merchandise sono in aumento, è chiaro che i nostri fan amano ancora la musica, forse non stiamo dando loro la musica nel modo giusto. Dobbiamo rivalutare la tecnologia e trovare un modo migliore di fornire musica, le soluzioni DRM non sono il metodo giusto". Voi che ne pensate?

Via | TorrentFreak

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