Uber, tribunale di Roma sospende il blocco totale del servizio

14 aprile 2017 - La fine di Uber in Italia non è ancora arrivata. A pochi giorni dal previsto blocco del servizio ordinato dal Tribunale di Roma, la stessa corte ha accolto la richiesta sospensiva dell'ordinanza presentata da Uber.

Siamo molto felici di poter comunicare a tutti i driver e agli utenti di Uber in Italia che potranno continuare ad utilizzare l'applicazione fino alla pronuncia del Tribunale sul nostro reclamo.

La nuova udienza è prevista per il prossimo 5 maggio. Fino a quella data Uber resterà attivo in tutta Italia.

8 aprile 2017 - Tempi duri per Uber nel nostro Paese dopo la decisione presa dal Tribunale di Roma, che ha accolto un ricorso presentato dalle associazioni di categoria contro il colosso statunitense del trasporto automobilistico privato e ordinato il blocco totale di Uber in Italia entro i prossimi dieci giorni.

Il motivo è presto detto. Secondo il giudice Alfredo Landi, infatti, gli autisti di Uber non sono soggetti “a tariffe predeterminate dalle competenti autorità amministrative” e per questo motivo possono offrire ai clienti prezzi più competitivi rispetto ai taxi, creando quindi un danno a “coloro che esercitano il servizio di taxi o di noleggio con conducente”.

Il tribunale di Roma sostiene di aver accertato la condotta di concorrenza sleale messa in atto da Uber e invitato quindi l’azienda “di porre in essere il servizio di trasporto pubblico non di linea con l'uso della app Uber Black e di analoghe app, disponendo il blocco di dette applicazioni con riferimento alle richieste provenienti dal territorio italiano, nonché di effettuare la promozione e pubblicizzazione di detti servizi sul territorio nazionale.

Questo vuol dire che Uber avrà dieci giorni di tempo per interrompere totalmente il servizio in tutta Italia, pena una multa di 10 mila euro per ogni giorno di ritardo nel blocco.

E se davanti a questa sentenza le associazioni di categoria - Ugl taxi, Federtaxi Cisal, Uil trasporti, Fit Cisl e associazione tutela legale taxi - gioiscono, il Codacons storce il naso e parla di “decisione abnorme che riporta l’Italia al Medioevo”:

Con il blocco dei servizi Uber tramite app l’Italia viene rispedita indietro di decenni, mentre tutti gli altri paesi vanno avanti e si adeguano alle nuove offerte del mercato. A fare le spese di tale decisione saranno gli utenti, le cui possibilità di scelta saranno fortemente limitate, e che senza una reale concorrenza subiranno senza dubbio rincari delle tariffe per il trasporto non di linea. Invece di adeguare la normativa sui trasporti alle nuove possibilità offerte dalla tecnologia, in modo da offrire garanzie e certezze a tutte le parti in causa, si sceglie di danneggiare i consumatori paralizzando il mercato e l’evoluzione e il Governo avrebbe dovuto già da tempo varare norme per introdurre in Italia servizi come Uber e farli convivere con i taxi tradizionali, così come avviene nel resto del mondo.

Uber ha già annunciato l’intenzione di presentare ricorso contro questa sentenza:

Siamo allibiti per quanto annunciato dall'ordinanza che va nella direzione opposta rispetto al decreto Milleproroghe e alla normativa europea. Faremo appello contro questa decisione, basata su una legge vecchia di 25 anni e che non rispecchia più i tempi, per permettere a migliaia di autisti professionisti di continuare a lavorare grazie all'app di Uber e alle persone di avere maggiore scelta. Ora il governo non può perdere altro tempo ma deve decidere se rimanere ancorato al passato, tutelando rendite di posizione, o permettere agli italiani di beneficiare di nuove tecnologie come Uber.

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